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Marche
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Le mwlgMarche sono una mwlwregione italiana a statuto ordinario dell'mwmaItalia centrale di mwmq1 479 435 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-3-1[3], con capoluogo mwngAncona, affacciata verso est sul mwnwmar Adriatico. L'mwoaAppennino umbro-marchigiano segna ad ovest il confine con la mwoqToscana e l'mwogUmbria; a nord la regione confina con l'mwowEmilia-Romagna e la mwpaRepubblica di San Marino, a sud con l'mwpqAbruzzo e il mwpgLazio. Sono parte dell'mwpwEuroregione Adriatico Ionica il cui forum (mwqaIniziativa Adriatico Ionica) ha la sede del segretariato ad mwqqAncona.

La regione si distingue per una forte omogeneitàcite-ref-7[7]: gran parte del territorio è collinare, i centri abitati sono per lo più posti sulle sommità dei rilievi e il paesaggio agrario, derivato dalla mwrwmezzadria, è ovunque caratterizzato da numerosi piccoli appezzamenti, bordati da querce secolari e segnati da case coloniche; la percentuale di popolazione sparsa è a tal proposito tra le più alte d'Italiacite-ref-8[8]. Dal punto di vista antropico la regione è altrettanto omogenea: nonostante la notevole varietà dei dialetti, l'indole degli abitanti è descritta nei testi come uniforme in tutto il territoriocite-ref-9[9]. Inoltre, la storia marchigiana è stata caratterizzata da una serie di mwuaautonomie parallele in ogni zona; lo stesso plurale del nome ne sancisce infatti l'unità fondamentale pur nella ricchezza di aspetti locali. La vocazione all'autonomia di ogni zona è anzi paradossalmente il fattore maggiormente unificante. L'economia si caratterizza per un modello economico-imprenditoriale peculiare, definito "mwuqmodello marchigiano"cite-ref-10[10].

La singolare ricchezza di artisti e studiosi nati nelle Marche e celebri a livello internazionale è un'altra caratteristica della regione; sono infatti marchigiani: mwvwRaffaello Sanzio (1483 - 1520), uno dei più grandi pittori di tutti i tempicite-ref-11[11]; mwxaGioachino Rossini (1792 - 1868), uno dei maggiori compositori operisti della storia della musicacite-ref-12[12]; mwyqGiacomo Leopardi (1798 - 1837), uno dei più grandi poeti italiani di tutti i tempicite-ref-13[13]; mwzgMaria Montessori (1870 - 1952), ideatrice di un mwzwrivoluzionario metodo didattico diffuso in tutto il mondocite-ref-14[14]; mwbaGentile da Fabriano (1370 - 1427), mwbqpittore tra i più rappresentativi del mwbgGotico internazionalecite-ref-15[15]; mwcwCiriaco d'Ancona (1391 - 1452), tra i precursori dell'mwdaarcheologia classicacite-ref-16[16]; mweqDonato Bramante (1444 - 1514), mwegarchitetto e mwewpittore, tra i principali artisti del mwfaRinascimentocite-ref-17[17]; mwgqPadre Matteo Ricci (1552 - 1610), tra i più grandi divulgatori della cultura occidentale in mwggCina e studioso della civiltà orientalecite-ref-18[18]; infine i due celebri compositori mwhwGiovanni Battista Pergolesi (1710 - 1736)cite-ref-19[19] e mwjaGaspare Spontini (1774 - 1851)cite-ref-20[20].

Contents

Coste
Laghi
Clima
Storia
Pesca
Porti
Teatri
Cucina
Sport
Calcio
Futsal
Note

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Geografia fisica

Le Marche sono collocate sul versante del mwmamedio Adriatico e occupano 9.365,86mwmq km²cite-ref-21[21] di territorio italiano, che si estende tra il mwngfiume Conca a nord e il mwnwTronto a sud; a ovest la regione è limitata dall'mwoaAppennino umbro-marchigiano. Essa presenta una forma caratteristica di pentagono irregolare e si sviluppa perlopiù longitudinalmente da nord-ovest a sud-est.

Colline e montagne

Le mwpwpianure, non rilevabili percentualmente, sono limitate ad una stretta mwqafascia costiera e alla parte delle mwqqvalli più vicine alla mwqgfoce dei fiumi. Il territorio marchigiano è dunque interamente collinare e montuoso. In particolare, le Marche sono una delle regioni più mwqwcollinari d'Italia: le colline comprendono il 69% del territorio (6.462,90mwra km²) e ben l'82% dei comuni si trova nella fascia collinarecite-ref-22[22].

mwsgCecco d'Ascoli, il noto poeta e studioso medievale, rivolgendosi alle Marche, non a caso disse:

«O bel paese con li dolci colli…»

(Cecco d'Ascoli, L'Acerba)

Il restante 31% (2.902,96mwtg km²) del territorio è dunque mwtwmontuosocite-ref-23[23]cite-ref-24[24]. L'mwwaAppennino che attraversa le Marche è chiamato mwwqumbro-marchigiano; esso è costituito da cinque mwwgpieghe, parallele e incurvate con la convessità diretta verso la costa. La piega occidentale si estende interamente in mwwwUmbria, le altre quattro interessano invece il territorio regionale e sono descritte di seguito, da ovest verso estcite-ref-tci79-25-0[25].

Le quattro pieghe marchigiane dell'Appennino

La piega centrale dell'Appennino umbro-marchigiano è quella che fa da confine con l'mw7qUmbria e che si estende a sud della mw7gBocca Trabaria. Da nord a sud essa comprende i seguenti monti alti più di 1.500 metri: mw7wMonte Nerone, mw8aMonte Catria, mw8qMonte Cucco, mw8gMonte Pennino, Monte Fema. Tra il Nerone e il Catria si estende la mw8wSerra di Burano. Oltre alla già citata mw9aBocca Trabaria, i mw9qpassi più notevoli sono quelli di mw9gBocca Serriola, mw9wdella Scheggia, il Valico di mw-aFossato e il Passo di mw-qColfiorito. La maggior parte dei fiumi della regione nasce da questa piega.

La piega orientale si estende dalla mw-wGola del Furlo a quella di mw-aArquata, per poi continuare per un breve tratto in territorio prima laziale e poi abruzzese, sino al passo di mw-qMontereale. Comprende, da nord a sud, Monte Paganuccio, mw-gMonte San Vicino, Monte Letegge e la quinta maestosa dei mw-wMonti Sibillini, con il mwaqaMonte Vettore (2478mwaqe m), il massimo rilievo regionale, e numerose altre montagne che superano i 2.000mwaqi m. Questa piega è contraddistinta da numerose mwaqmgole, che i fiumi nati più ad occidente devono attraversare per giungere al mare. I passi più noti sono mwaqqPasso Cattivo, mwaquForca di Presta e mwaqyForca Canapine. Nelle prime due pieghe si trovano importanti complessi mwaqccarsici, tra cui le notissime mwaqgGrotte di Frasassi.

La terza, breve piega ha una forma ellissoidale ed è compresa tra le valli del Musone e del Potenza. Su di essa sorge mwaqoCingoli, a 631mwaqs m mwaqws.l.m.; la cittadina è circondata da colline più basse e domina quasi tutto il territorio marchigiano, meritandosi l'appellativo di "balcone delle Marche". La massima elevazione di questa piega è quella del Monte Acuto (824mwaq0 m)cite-ref-26[26].

L'ultima piega arriva a lambire il mare ed è costituita dal promontorio del mwarmMonte Conero (o Monte d'Ancona), che si protende verso est con le sue alte rupi, a metà della costa adriatica, tra mwarqAncona e mwaruNumana. Anche questa piega, come la precedente, ha forma ellissoidale; inoltre ha il versante marittimo molto più ripido rispetto a quello interno.

A nord del passo di mwarcBocca Trabariacite-ref-27[27] c'è un limitato, ma importante, settore appartenente all'mwarwAppennino tosco-romagnolo, con il mwar0Monte Carpegna, di 1415mwar4 m. È marchigiana anche la porzione più settentrionale dei mwar8Monti della Laga, che si estende a sud di mwasaArquata del Tronto e dove svetta la mwaseMacera della Morte, di 2073mwasi m.

I monti più alti

Il mwasymassiccio montuoso più elevato della regione, e tra i primi quattro dell'intero mwascAppennino, è quello dei pittoreschi mwasgMonti Sibillini, situato a cavallo delle province di mwaskFermo, mwasoAscoli Piceno e mwassMacerata; si ambientano qui suggestive e antiche leggende, come quella di mwaswmwas0Guerin Meschino, della mwas4Grotta della Sibilla e del mwas8Lago di Pilato.

Qui si erge il già ricordato mwateMonte Vettore (2476mwati m), il più alto della regione, e numerose altre montagne che superano i 2000 metricite-ref-28[28]:

• oltre i 2400 mwatk m: mwatoCima del Redentore (2.448mwats m), mwatwCima del Lago (2.422 mwat0 m), mwat4Pizzo del Diavolo (2.410mwat8 m), tutti nel gruppo del Vettore e circondanti il mwauaLago di Pilato;
• oltre i 2300 mwaui m: Punta di Prato Pulito (2373mwaum m), Cima dell'Osservatorio (2350mwauq m), mwauuMonte Porche (2333mwauy m), mwaucMonte Priora (2332mwaug m);
• oltre i 2200 mwauo m: mwausPizzo Berro (2279mwauw m), Cima Vallelunga (2221mwau0 m), mwau4Monte Argentella (2200mwau8 m);
• oltre i 2100 mwave m: mwaviMonte Sibilla (2173mwavm m), mwavqPalazzo Borghese (2145mwavu m), mwavyMonte Bove (2169mwavc m), Monte Torrone (2117mwavg m, nel gruppo del Vettore), mwavkMonte Rotondo (2101mwavo m).

Al di fuori del gruppo dei Sibillini si ricordanocite-ref-tci79-25-1[25]cite-ref-29[29]:

• oltre i 2000mwawy m: mwawcMacera della Morte (2073mwawg m), nei mwawkMonti della Laga;
• oltre i 1500mwaws m: mwawwMonte Catria (1701mwaw0 m), mwaw4Monte Pennino (1.571mwaw8 m), mwaxaMonte Nerone (1526mwaxe m);
• oltre i 1400mwaxm m: mwaxqMonte San Vicino (1479mwaxu m), mwaxyMonte Carpegna (1415mwaxc m);
• oltre i 1000mwaxk m: mwaxoMonte Vermenone (1364mwaxs m), mwaxwMonte della Strega (1276mwax0 m), Monte Letegge (1323mwax4 m, nella catena orientale), mwax8Monte Ascensione (1100mwaya m).

Coste

Il litorale, lungo 173mwaym km,cite-ref-30[30] ha un andamento rettilineo, con lunghe spiagge sabbiose o ghiaiose.

La costa bassa è interrotta a metà dal mwaykpromontorio del Conero, che divide la costa marchigiana in due tratti con andamento diverso: quello settentrionale è orientato da nord-ovest a sud-est, il meridionale da nord-nord-ovest a sud-sud-est. mwayoMonte Conero, il nucleo del promontorio, dà origine ad alte e spettacolari mwaysfalesie mwaywcalcaree e rappresenta il punto più alto della costa marchigiana e dell'intero litorale adriatico, con rupi alte più di 500mway0 m a picco sul mare.cite-ref-31[31] Il Conero protegge a nord il mwaziGolfo di Ancona, nella cui parte più interna è situato il mwazmporto di Ancona.

Altro tratto di costa alta è quello del mwazuMonte San Bartolo, nei pressi di mwazyPesaro; il colle dell'Ardizio, invece, a sud di mwazcPesaro, pur essendo vicinissimo al mare, non lo tocca.

Secondo il mwazkMinistero della salute, il 98,2% della costa è balneabile.cite-ref-32[32]

Al 2023, secondo il rapporto sul consumo di suolo dell'mwaz8Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, Marche e mwaaaLiguria detengono il primato italiano di cementificazione delle coste.cite-ref-33[33]

Fiumi e gole montane

I fiumi hanno carattere torrentizio e sono tipicamente paralleli tra loro, formando una struttura di valli che spesso è chiamata "a pettine".cite-ref-34[34] Raramente i fiumi marchigiani sono affluenti di altri corsi d'acqua maggiori. Altra importante caratteristica è il fatto che essi nascono quasi tutti nella catena appenninica che fa da confine con l'Umbria e che dunque, per giungere al mare, attraversano la catena orientale formando gole pittoresche come quelle del mwabaFurlo, di mwabeFrasassi, mwabidella Rossa, di mwabmPioraco, mwabqdell'Infernaccio, delle Fucicchie e di mwabuArquata.cite-ref-35[35]

È marchigiana l'alta valle del mwabsfiume Nera, affluente del mwabwTevere e dunque appartenente al versante tirrenico, mentre tutti gli altri fiumi ricadono nel versante adriaticocite-ref-36[36].

Non sono grandi le differenze di lunghezza tra un fiume marchigiano e l'altro: il più lungo è il mwaciMetauro (121mwacm km), seguito dal mwacqTronto (115mwacu km), dal mwacyPotenza (95mwacc km), dal mwacgChienti (91mwack km) e dall'mwacoEsino (90mwacs km).

Riguardo al mwac0bacino idrografico e alla portata idrica media, i maggiori risultano il fiume mwac4Metauro, con 1.325mwac8 km² e 20,8 m³/s; seguito dall'mwadaEsino con 1.203mwade km² e 18 m³/s, e dal mwadiTronto, con 1.192mwadm km² e 17 m³/s.

Il centro di alcune città è attraversato dal corso di fiumi: nei pressi della foce del mwadufiume Foglia sorge mwadyPesaro; il mwadcfiume Misa, prima di giungere al mare, attraversa mwadgSenigallia; il centro di mwadkAscoli Piceno è circondato da due corsi d'acqua, il mwadoTronto e il mwadsCastellano, che ivi confluiscono. Alcune foci di fiumi sono state utilizzate per ricavare dei mwadwporti canale, come nei casi di mwad0Pesaro, e mwad4Senigallia; nel caso del mwad8porto canale di mwaeaFano, è la parte terminale del mwaeecanale Albani, che prende origine dal Metauro, ad essere utilizzata come parte del porto.

Laghi

Nelle Marche non ci sono grandi laghi naturali. Nonostante la loro piccola estensione, sono molto interessanti dal punto di vista paesaggistico e naturalistico i due mwaeklaghi di Portonovo, mwaeocostieri, e il mwaesLago di Pilato, mwaewglaciale, posto a 1.941mwae0 m di altezza. I principali laghi per estensione sono artificiali: il mwae4Lago di Cingoli e il mwae8Lago di Fiastra.

Confini geografici e amministrativi

A nord le Marche confinano con l'mwafwEmilia-Romagna (mwaf0provincia di Rimini) e la mwaf4Repubblica di San Marino; ad ovest con la mwaf8Toscana (mwagaprovincia di Arezzo), l'mwageUmbria (mwagiprovincia di Perugia) e il mwagmLazio (mwagqprovincia di Rieti); a sud con l'mwaguAbruzzo (mwagyprovincia di Teramo) e ad est con il mwagcMar Adriatico. I punti estremi dei confini politici sono mwaggGabicce Mare a nord, mwagkAcquasanta Terme a sud, mwagoBorgo Pace a ovest e mwagsSan Benedetto del Tronto a est.

Si può adottare come confine fisico delle Marche la linea che:

• segue lo mwag8spartiacque tra Tirreno e Adriatico (a ovest),
• segue la costa adriatica dal promontorio del San Bartolo alla foce del Tronto (ad est)
• delimita il bacino del mwahifiume Conca dalla sorgente fino a mwahmMonte Grimano Terme e quello del mwahqfiume Foglia (a nord).
• delimita il bacino del Tronto (a sud).

Con questo criterio la regione amministrativa coincide in genere con quella geografica; esistono però alcune eccezioni, elencate di seguito.

• Alcuni territori dell'alta mwahkValmarecchia sono marchigiani; si tratta delle estreme zone settentrionali del comune di mwahoMonte Grimano Terme (mwahsprovincia di Pesaro e Urbino); questo comune ricade per la maggior parte del suo territorio all'interno del confine naturale marchigiano del bacino del mwahwConca.
• La frazione di mwah4Monte Ruperto, pur essendo situata all'interno delle Marche (mwah8provincia di Pesaro e Urbino), è un'mwaiaexclave del comune umbro di mwaieCittà di Castello (mwaiiPG), di cui è un'mwaimisola amministrativa.
• Parte dell'alta mwaiuValnerina, con i comuni di mwaiyCastelsantangelo sul Nera, mwaicUssita e mwaigVisso, è marchigiana (mwaikprovincia di Macerata) pur appartenendo al bacino del mwaioTevere e dunque al versante tirrenico.
• L'alta mwaiwValle del Tronto, che costituisce l'ampia conca in cui sorgono i comuni di mwai0Amatrice e di mwai4Accumoli, pur essendo situata sul versante adriatico, non appartiene amministrativamente alle Marche, ma al mwai8Lazio (mwajaprovincia di Rieti).
• L'alta valle del Sentino, affluente di sinistra dell'mwajiEsino, che coincide pressappoco con il territorio comunale di mwajmScheggia e Pascelupo appartiene all'mwajqUmbria.
• Parte dell'alta valle del fiume Foglia, che si estende nel territorio comunale di mwajySestino e in parte in quello di mwajcBadia Tedalda, è amministrata della regione mwajgToscana. Nella bassa valle, invece, la maggior parte del territorio comunale di mwajkMondaino ricade nel bacino del Foglia, ma appartiene all'mwajoEmilia-Romagna.

Fino al 2009 erano marchigiani, in quanto già parte del mwajwDucato di Urbino, sette comuni interamente compresi nella Valmarecchia (mwaj0Casteldelci, mwaj4Maiolo, mwaj8Novafeltria, mwakaPennabilli, mwakeSan Leo, mwakiSant'Agata Feltria, mwakmTalamello), che in quell'anno furono annessi all'mwakqEmilia-Romagna in seguito a mwakureferendum; altri due comuni della Provincia di Pesaro e Urbino, mwakyMontecopiolo e mwakcSassofeltrio, in seguito a dei referendum consultivi con esito favorevole, sono stati aggregati alla regione Emilia-Romagna il 17 giugno 2021. mwakgMonte Grimano e mwakkMercatino Conca hanno invece respinto, sempre tramite referendum, l'aggregazione all'Emilia-Romagnacite-ref-37[37].

Sismicità

Il territorio marchigiano è soggetto a mwalaterremoti: infatti, il 97,3% della regione, pari a 230 comuni,cite-ref-38[38] è stato mwaluclassificato a rischio medio o alto.

Le Marche sono state colpite negli ultimi decenni da diverse scosse telluriche, tra cui: il mwalcterremoto di Montefortino e il mwalgterremoto di Ancona del 1972, il mwalkterremoto di Fermo e Porto San Giorgio del 1987, il mwaloterremoto di Umbria e Marche del 1997, il mwalsterremoto dell'Aquila del 2009 (che interessò in forma lieve anche alcune località della provincia di Ascoli Piceno) e il mwalwterremoto del Centro Italia del 2016 e del 2017.

Clima

Nella zona litoranea a nord di Ancona il mwanaclima è submediterraneo con sbalzi di temperatura da stagione a stagione: estati calde, ma rinfrescate dalla benevola brezza marina, e inverni freddi (a mwanePesaro la temperatura media di gennaio è di 3,8mwani °C) con regolari piogge di stagione. A sud di mwanmAncona la subcontinentalità si attenua per lasciare posto a un clima sublitoraneo che assume caratteri più spiccatamente mediterranei nella mwanqRiviera delle Palme (a mwanuGrottammare la temperatura media di gennaio è di 7,6mwany °C).cite-ref-39[39]

Nelle aree vallive e nelle zone collinari basse regna un clima piuttosto subcontinentale, con estati assai afose e inverni rigidi caratterizzati da nebbie dense in autunno e possibili abbondanti nevicate in inverno. La primavera può essere abbastanza piovosa.

Nelle zone montuose e di alta collina vi sono estati fresche e inverni rigidi con ampia possibilità di neve; l'inverno risulta altresì rigido nelle zone collinari interne dove si possono verificare basse temperature. Infatti le Marche sono state una delle regioni italiane più colpite durante la mwan0nevicata del 2012.

Storia

Civiltà picena

Il primo periodo di unità culturale delle Marche fu nell'mwaowEtà del ferro, quando la regione era abitata per la quasi totale interezza dai mwao0Piceni. La diffusione della civiltà picena segna il passaggio dall'mwao4Età del Bronzo a quella mwao8del Ferro, nonché l'introduzione della scrittura.

Le testimonianze lasciate da questa civiltà sono molto ricche e fortemente caratterizzate, specie nella scultura, anche monumentale, nell'arte figurativa, che presenta una notevole fantasia nelle figure ed una tendenza all'mwapeastrattismo, nell'originalità delle forme della ceramica, nell'abbondante uso dell'mwapiambra, nella grande varietà di armi, nei vistosi corredi femminili. La mwapmlingua picena è mwapqitalica ed era diffusa in tutte le attuali province delle Marche; l'enigmatica mwapulingua di Novilara è attestata da quattro iscrizioni.

Invasione gallica e fondazione greca di Ancona

Nel IV secolo a.C., la regione vide l'arrivo dei mwapoGalli Senoni, popolazione gallica proveniente dalla provincia francese dello mwapsChampagnecite-ref-40[40], che occuparono tutto il settore settentrionale della regione, fino al mwaqafiume Esino, ma anche alcune zone più a sud.

Nello stesso periodo i mwaqiGreci di mwaqmSiracusa fondarono la mwaqqcolonia di mwaquAnkón, l'attuale Ancona. Con la fondazione siracusana l'emporio divenne una città di lingua, cultura ed aspetto greco, che poi mantenne a lungo, quando già la regione circostante e l'Italia centrale erano entrate prima nell'influsso e poi nello mwaqystato romano.

I mwaqgPiceni, dunque, che prima dell'arrivo dei Sènoni vivevano in tutto il territorio che oggi definiamo marchigiano, si trovarono a convivere con culture diverse, che influirono profondamente sul loro modo di vivere, tanto che gli archeologi parlano di una nuova fase della civiltà picena: la "mwaqkPiceno IV", l'ultima di questo mwaqopopolo italico prima della sua mwaqsromanizzazionecite-ref-41[41]. Nello stesso tempo, anche l'originaria cultura celtica dei Sènoni, a contatto con Piceni e Greci, subisce un'evoluzione, dissolvendosi in una koiné celto-greco-italica, dove l'elemento celtico rimase immutato solo per ciò che riguarda l'armamentocite-ref-42[42]

mwaruAnkón, attraverso il suo porto, mantenne rapporti intensi con i principali centri del Mediterraneo orientale, come provano le testimonianze archeologiche, numerose e significative specialmente per l'mwaryetà ellenistica. Tra la fine del II e l'inizio del I secolo a.C. fu gradatamente assorbita nello stato romano, pur rimanendo per alcuni decenni un'mwarcisola linguistica e culturale grecacite-ref-43[43].

Periodo romano

Dopo la mwasqbattaglia del Sentino, nel 295 a.C., i Galli vennero sconfitti da una coalizione tra Romani e Piceni. Quando gli alleati romani divennero troppo invadenti, con la fondazione di colonie in territorio piceno (la più importante Firmum Picenum, odierna mwasuFermo), i Piceni si ribellarono dando vita alla mwasyguerra picentina, che si concluse con la sottomissione ai Romani, e poi alla mwascguerra sociale.

Due importanti strade collegavano le Marche a mwaskRoma: la mwasoFlaminia, che raggiungeva l'Adriatico a mwassFano e terminava a mwaswRimini, e la mwas0Salaria, che arrivava a mwas4Porto d'Ascoli. Inoltre durante il periodo imperiale, Ancona venne scelta da mwas8Traiano come porto di Roma verso oriente, come testimonia anche l'iscrizione dell'mwataarco di Traiano di Ancona, nella quale il capoluogo marchigiano è chiamato mwateaccessum Italiae, cioè "ingresso d'Italia".

Come tutti i territori delle moderne regioni italiane, anche quello marchigiano ebbe nel periodo romano diverse variazioni amministrative. Sotto l'impero di mwatmAugusto il sud della regione faceva parte della mwatqmwatuRegio V, detta mwatyPicenum, mentre la parte nord, detta mwatcmwatgAger gallicus picenus, era compresa nella mwatkmwatoRegio VI, che comprendeva anche i territori orientali dell'attuale Umbria. Con la riorganizzazione amministrativa di mwatsDiocleziano, tutto il territorio delle attuali Marche era riunito nella mwatwFlaminia et Picenum, che comprendeva anche la mwat0Romagna. Questa provincia venne suddivisa sotto l'impero di mwat4Teodosio I in due circoscrizioni: le Marche settentrionali, dette mwat8Picenum Annonarium, formarono con la Romagna la mwauaFlaminia et Picenum Annonarium, mentre il sud della regione costituì il mwauePicenum Suburbicariumcite-ref-44[44]. Alla mwauycaduta dell'Impero romano d'Occidente, le Marche, insieme a tutta la Diocesi d'Italia, andarono prima in mano agli Eruli di mwaucOdoacre, per poi passare in mano agli Ostrogoti di Teodorico, in entrambi i casi per conto dell'ormai unico imperatore romano.

Alto Medioevo

Durante la mwau8Guerra gotico-romana, il territorio delle odierne Marche fu teatro di importanti azioni militari; mwavaAncona ed mwaveOsimo furono due capisaldi delle azioni militari, la prima romana e la seconda gotica. Dopo la vittoria bizantina, la regione, insieme al resto d'Italia, entrò far parte dell'Impero d'Oriente.

Successivamente, in seguito all'invasione dei mwavmLongobardi, il territorio regionale si ritrovò spezzato in due parti: le città del nord della regione fino ad Ancona rimasero sotto la giurisdizione diretta dell'mwavqImpero romano, costituendo la mwavuPentapoli bizantina, a sua volta divisa fra le città costiere inglobate nella mwavyPentapoli marittima (mwavcRimini, mwavgPesaro, mwavkAncona, mwavoSenigallia e mwavsFano) e quelle interne comprese nella mwavwPentapoli annonaria (mwav0Gubbio, mwav4Cagli, mwav8Urbino, mwawaFossombrone, mwaweJesi e mwawiOsimo).

Il sud della regione e la parte nord dell'mwawqAbruzzo (odierne province di Macerata, Fermo, Ascoli, Teramo e Pescara) furono invece conquistati dai Longobardi, pur sempre riconosciuti federati romani, i quali istituirono la mwawuMarca Fermana, la quale confinava ad ovest con il mwawyDucato di Spoleto e a sud con il mwawcDucato di Benevento, anch'essi di istituzione longobarda. La presenza dei Longobardi ha lasciato notevoli vestigia, come ad esempio la mwawgnecropoli a mwawkCastel Trosino sulla mwawovia Salaria.

Successivamente l'intero territorio regionale venne unificato prendendo il nome di mwawwMarca di Ancona (chiamata anche mwaw0Marca Guarnerii, dal nome del primo marchese, Guarnieri appunto, della fine dell'XI secolocite-ref-45[45]), indicata sulle antiche carte con il nome di mwaxiMarca Anconitana olim Picenum. Il termine marca, o "marka", introdotto dai Longobardi, deriva dal germanico e significa "territori di confine".

La Marca divenne poi parte dello Stato della Chiesa, e poi del mwaxqSacro Romano Impero, di cui lo Stato della Chiesa fu sempre formalmente parte. Il governatore inizialmente aveva sede ad Ancona, poi, quando questa città si svincolò dal controllo dello mwaxuStato della Chiesa, il governo della Marca si spostò a Fermo, che era la seconda città della regione per importanza politica.

Età comunale

Si ha un quadro molto chiaro della situazione regionale nel XIV secolo grazie alle mwayuCostituzioni egidiane, che servono ad identificare i confini della Marca, in pratica coincidenti con quelli attuali; si elencano anche le cinque città maggiori (mwayyUrbino, mwaycAncona, mwaygCamerino, mwaykFermo, mwayoAscoli Piceno) e le città grandi (tra cui mwaysPesaro, mwaywFano, mway0Fabriano, mway4Jesi, mway8Recanati, mwazaMacerata).cite-ref-46[46]

In epoca comunale fiorirono i comuni di mwazyPesaro, mwazcFano, mwazgAncona, mwazkJesi, mwazoFermo e mwazsAscoli Piceno. In particolare la mwazwRepubblica di Ancona ebbe momenti di splendore artistico e culturale grazie ai suoi rapporti marittimi con l'Oriente; è infatti una delle mwaz0repubbliche marinarecite-ref-47[47]cite-ref-48[48] il cui stemma non compare nella bandiera della mwa0ymarina militare.

Il 26 dicembre 1194 nasceva a mwa0gJesi mwa0kFederico II di Svevia, futuro mwa0oimperatore del Sacro Romano Impero, che onorò la città nel 1216 col titolo di mwa0sCittà Regiacite-ref-49[49] conferendole anche il titolo di mwa1aRespublica Aesina, confermando tutti i suoi diritti sulle terre del Contado. Questi privilegi permisero a Jesi una certa autonomia anche durante la successiva dominazione papale.

Rinascimento

Durante il mwa1mRinascimento il mwa1qDucato di Urbino fu celebre in tutta Europa, un vero e proprio faro dell'arte e della cultura italiana. Altre città sede di signorie importanti economicamente e culturalmente sono state mwa1uCamerino, mwa1yFano, mwa1cPesaro, mwa1gSenigallia, mwa1kFabriano e mwa1oSan Severino Marche. Ancona mantenne invece il suo regime repubblicano, come le altre mwa1scittà marinare italiane.

Periodo pontificio

Tra la metà del mwa2aCinquecento e i primi decenni del mwa2eSeicento le città marchigiane, già formalmente parte dello mwa2iStato della Chiesa, si videro imporre un controllo amministrativo più o meno diretto dallo Stato pontificio, che, come tutti gli stati regionali italiani, assorbì le entità politiche più piccole.

In molti centri, tuttavia, l’amministrazione municipale restò fortemente condizionata dai patriziati urbani (o mwa2qnobiltà civica nella Marca pontificia), che tra età moderna e primo Ottocento conservarono un ruolo centrale nei consigli e nelle magistrature locali.

Seguì un periodo di recessione, condiviso da gran parte d'Italia, rischiarato solo dal pontificato di mwa2yClemente XII che nel mwa2cSettecento tracciò la strada oggi detta mwa2gVallesina e diede respiro all'economia regionale dichiarando mwa2kAncona mwa2oporto franco.

Periodo napoleonico e risorgimentale

Con l'arrivo delle truppe francesi, le Marche si diedero ordinamento repubblicano costituendosi nel 1797 in mwa3mRepubblica Anconitana, poi assorbita dalla mwa3qRepubblica Romana. Durante il mwa3uRegno d'Italia napoleonico, le Marche furono ridenominate mwa3yDipartimento del Metauro, esistito dal 1808 al 1815, che prendeva il nome dal fiume Metauro e aveva per capoluogo Ancona.

Durante il periodo mwa3grisorgimentale le Marche parteciparono alle lotte per l'unificazione con i mwa3kmoti di Macerata e con l'eroica resistenza di mwa3oAncona durante l'mwa3sassedio austriaco del 1849, in contemporanea con mwa3wRoma e mwa30Venezia. La battaglia finale dell'unificazione italiana si combatté nelle Marche nel 1860: si tratta della mwa34battaglia di Castelfidardo, che consentì l'unione dei territori conquistati al sud da mwa38Garibaldi, con la mwa4aspedizione dei Mille, con quelli acquisiti al nord da mwa4eVittorio Emanuele II, con la mwa4iSeconda guerra d'indipendenza; ciò permise l'anno successivo la mwa4mproclamazione del Regno d'Italia.

Periodo contemporaneo

Nella storia più recente si ricorda la mwa4ySettimana rossa, la mwa4cRivolta dei Bersaglieri e la partecipazione alla mwa4gResistenza, tra le più massicce e popolari d'Italia.

Variazioni territoriali recenti

Fino al 2009 la regione includeva il territorio dell'mwa48alta valle del fiume Marecchia, già parte del mwa5aDucato di Urbino (fin dal XV secolo) e la cui appartenenza alla mwa5edelegazione di Urbino e Pesaro fu confermata da mwa5iPio VII con mwa5mmotu proprio il 6 luglio 1816. Nel 2009 esso venne però distaccato dalle Marche a seguito di un referendum a favore dell'entrata nella Regione mwa5qEmilia-Romagna e, a seguito dell'esito positivo di quest'ultimo, aggregato alla stessa. Le Marche proposero ricorso alla mwa5uCorte costituzionale, ritenendo che il parlamento avesse indebitamente ignorato il parere negativo della regione; nel luglio 2010 la Corte si pronunciò sul ricorso giudicandolo infondatocite-ref-50[50]cite-ref-51[51].

Nel comune di mwa58Monte Grimano Terme, il 9 e 10 marzo 2008, contemporaneamente al comune di mwa6aMercatino Conca si è tenuto un mwa6ereferendum per chiedere alla popolazione di far parte integrante della regione mwa6iEmilia-Romagna sotto la mwa6mprovincia di Rimini. L'esito è stato negativo in quanto i voti favorevoli non hanno raggiunto il 50%+1 degli aventi diritto e tra i votanti la maggioranza ha votato contro l'aggregazione all'Emilia-Romagnacite-ref-52[52]cite-ref-53[53]cite-ref-54[54].

Società

• Tasso di attività: 51,7%
• Occupati per tipo di attività:

• agricoltura 2%
• industria 39,3%
• altre 58,7%

• Tasso di disoccupazione: 6,6%

Fonte:cite-ref-55[55]

Evoluzione demografica

Abitanti censiti (migliaia)

Nel 2006cite-ref-56[56] i nati sono stati 13.757 (9,0‰), e i morti 15.809 (10,3‰), con un incremento naturale di -2.052 unità rispetto al 2005 (-1,3‰). Le famiglie contano in media 2,5 componenti. Il 31 dicembre 2007 su una popolazione di 1.520.636 abitanti e una densità di 157 abitanti per km² si contavano 81.890 stranieri (5,4%). Nel 2010, la popolazione straniera è aumentata notevolmente superando le 155000 persone e raggiungendo il 10% del totale.cite-ref-57[57]

Città più popolate

Comuni più popolati della regione, al 30 novembre 2025, secondo i dati dell'mwa-sISTATcite-ref-statistiche-demografiche-istat-58-0[58].

| | Comune | Popolazione (30-11-2025) | Provincia | Superficie (km²) |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Ancona | 100 069 | Ancona | 124,84 |
| 2 | Pesaro | 95 244 | Pesaro e Urbino | 126,77 |
| 3 | Fano | 59 910 | Pesaro e Urbino | 121,84 |
| 4 | San Benedetto del Tronto | 47 011 | Ascoli Piceno | 25,31 |
| 5 | Ascoli Piceno | 45 225 | Ascoli Piceno | 158,02 |
| 6 | Senigallia | 43 810 | Ancona | 117,77 |
| 7 | Civitanova Marche | 41 913 | Macerata | 45,8 |
| 8 | Macerata | 40 677 | Macerata | 92 |
| 9 | Jesi | 39 441 | Ancona | 108,9 |
| 10 | Fermo | 35 824 | Fermo | 124,17 |
| 11 | Osimo | 34 772 | Ancona | 106,74 |
| 12 | Fabriano | 28 509 | Ancona | 272,08 |
| 13 | Falconara Marittima | 26 037 | Ancona | 25,82 |
| 14 | Porto Sant'Elpidio | 25 767 | Fermo | 18,14 |
| 15 | Recanati | 20 578 | Macerata | 102 |
| 16 | Castelfidardo | 18 349 | Ancona | 33,39 |
| 17 | Tolentino | 17 441 | Macerata | 94,86 |
| 18 | Sant'Elpidio a Mare | 16 338 | Fermo | 50,37 |
| 19 | Grottammare | 15 920 | Ascoli Piceno | 17,66 |
| 20 | Porto San Giorgio | 15 504 | Fermo | 8,58 |
| 21 | Potenza Picena | 15 458 | Macerata | 48,2 |
| 22 | Vallefoglia | 15 966 | Pesaro e Urbino | 39,57 |
| 23 | Corridonia | 14 679 | Macerata | 62 |
| 24 | Mondolfo | 14 410 | Pesaro e Urbino | 22,82 |
| 25 | Chiaravalle | 14 196 | Ancona | 17,6 |
| 26 | Urbino | 13 867 | Pesaro e Urbino | 226,50 |

Le città mwbsasedi di studi universitari sono quindici, appartenenti a quattro università: mwbseUniversità Politecnica delle Marche di Ancona (con sedi anche ad Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, San Benedetto del Tronto, Pesaro), mwbsiUniversità di Urbinocite-ref-59[59] (con sedi anche a Fano e Pesaro), mwbscUniversità di Macerata (con sedi anche a Civitanova Marche, Fermo, Jesi, Osimo, Spinetoli), mwbsgUniversità di Camerino (con sedi anche ad Ascoli Piceno, Matelica, Recanati, San Benedetto del Tronto); ciò rende le Marche la seconda regione d'Italia per rapporto tra abitanti ed università (388.242 abitanti per università) e per rapporto tra abitanti e sede universitarie (103.000 abitanti per sede).

Etnie e minoranze straniere

Nella seguente tabella sono riportati gli stranieri residenti in regione al 31 dicembre di ogni anno.cite-ref-60[60]

| Nazionalità | 2002 | 2003 | 2004 | 2005 | 2006 | 2007 | 2008 | 2009 | 2010 | 2011 | 2012 | 2013 | 2014 | 2015 | 2016 | 2017 | 2018 | 2019 | 2020 | 2021 | 2022 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Romania | 2.748 | 4.728 | 6.158 | 7.494 | 8.504 | 15.400 | 19.602 | 21.679 | 22.959 | 20.615 | 22.767 | 24.986 | 25.784 | 25.649 | 25.976 | 26.204 | 25.118 | 25.005 | 23.382 | 23.419 | 23.336 |
| Albania | 10.939 | 13.352 | 15.316 | 16.952 | 18.183 | 19.701 | 21.531 | 22.246 | 21.982 | 20.525 | 20.888 | 20.739 | 20.062 | 18.484 | 16.760 | 15.904 | 15.184 | 14.850 | 14.486 | 13.936 | 14.025 |
| Marocco | 8.120 | 9.354 | 10.416 | 11.034 | 11.635 | 12.597 | 14.070 | 14.642 | 14.675 | 13.439 | 13.116 | 13.203 | 12.621 | 11.735 | 10.929 | 10.625 | 10.309 | 10.272 | 10.116 | 9.631 | 9.329 |
| Cina | 1.762 | 2.582 | 3.710 | 4.678 | 5.499 | 6.288 | 7.279 | 8.171 | 9.163 | 8.152 | 9.061 | 9.861 | 9.938 | 9.863 | 9.690 | 9.542 | 9.021 | 9.076 | 9.939 | 8.809 | 8.695 |
| Pakistan | 1.287 | 1.671 | 1.999 | 2.226 | 2.366 | 2.651 | 3.010 | 3.573 | 4.031 | 3.951 | 4.093 | 4.271 | 4.528 | 4.488 | 4.564 | 4.928 | 5.238 | 5.571 | 6.428 | 6.367 | 6.733 |
| Bangladesh | 721 | 979 | 1.267 | 1.553 | 1.890 | 2.215 | 2.863 | 3.311 | 3.712 | 3.523 | 3.690 | 4.299 | 4.088 | 4.184 | 4.134 | 4.368 | 4.170 | 4.496 | 4.855 | 5.018 | 5.793 |
| Ucraina | 665 | 2.245 | 2.917 | 3.179 | 3.456 | 3.851 | 4.394 | 4.778 | 5.365 | 4.975 | 4.934 | 5.410 | 5.576 | 5.632 | 5.625 | 5.605 | 5.390 | 5.328 | 5.465 | 5.252 | 5.755 |
| Macedonia del Nord | 5.472 | 7.014 | 7.547 | 8.320 | 9.409 | 9.730 | 10.409 | 10.789 | 10.875 | 9.877 | 9.827 | 9.911 | 9.324 | 8.476 | 7.452 | 6.781 | 6.121 | 5.542 | 5.125 | 4.718 | 4.547 |
| Nigeria | 992 | 1.304 | 1.589 | 1.792 | 1.910 | 2.099 | 2.346 | 2.591 | 2.801 | 2.765 | 3.020 | 3.278 | 3.327 | 3.397 | 3.563 | 4.019 | 4.015 | 4.005 | 4.115 | 3.959 | 3.987 |
| India | 1.053 | 1.297 | 1.610 | 1.882 | 2.100 | 2.451 | 2.978 | 3.429 | 3.744 | 3.700 | 3.950 | 4.167 | 4.291 | 4.262 | 4.055 | 4.025 | 3.892 | 4.017 | 3.960 | 3.744 | 3.668 |
| Moldavia | 272 | 1.058 | 1.328 | 1.629 | 1.868 | 2.599 | 3.286 | 4.001 | 4.738 | 4.905 | 5.061 | 5.102 | 4.925 | 4.612 | 4.266 | 4.139 | 3.831 | 3.710 | 3.739 | 3.664 | 3.488 |
| Tunisia | 3.081 | 3.424 | 3.872 | 4.098 | 4.361 | 4.625 | 5.067 | 5.133 | 5.135 | 4.316 | 4.380 | 4.410 | 4.309 | 3.987 | 3.705 | 3.580 | 3.364 | 3.343 | 3.409 | 3.341 | 3.436 |
| Polonia | 1.097 | 1.843 | 2.412 | 2.950 | 3.616 | 4.503 | 4.946 | 5.098 | 5.181 | 4.229 | 4.463 | 4.690 | 4.556 | 4.389 | 4.389 | 4.282 | 4.032 | 3.913 | 3.469 | 3.337 | 3.291 |
| Senegal | 1.096 | 1.464 | 1.648 | 1.707 | 1.830 | 1.923 | 2.172 | 2.406 | 2.607 | 2.356 | 2.538 | 2.833 | 2.950 | 2.954 | 2.965 | 3.131 | 2.966 | 3.030 | 3.095 | 3.136 | 3.227 |
| Totale | 54.660 | 70.557 | 81.890 | 91.325 | 99.285 | 115.299 | 131.033 | 140.457 | 146.368 | 133.995 | 139.800 | 146.152 | 145.130 | 140.341 | 136.199 | 136.045 | 130.903 | 130.595 | 130.462 | 126.820 | 129.067 |

Dialetti

Le Marche, insieme all'mwbseUmbria e al mwbsiLazio, si contraddistinguono per la presenza di un mwbsmcontinuum fra tre ripartizioni dialettali, una delle quali ulteriormente suddivisa. Le suddivisioni dialettali sono dunque quattro, che sfumano impercettibilmente una nell'altra:

• i dialetti mwbsygallo-piceni o mwbscmetauro-pisaurini, appartenenti al gruppo mwbsggallo-italico, parlati in quasi tutta la mwbskProvincia di Pesaro-Urbino, nell'area di mwbsoSenigallia e nell'mwbssisola linguistica del promontorio del Cònero;
• i dialetti mwbs0marchigiani centrali della mwbs4zona anconitana, appartenenti al gruppo dei mwbs8dialetti italiani mediani;
• i dialetti mwbtemarchigiani centrali della mwbtizona di Macerata, Camerino e Fermo, anch'essi appartenenti al gruppo dei mwbtmdialetti italiani mediani;
• i dialetti mwbtumarchigiani meridionali, appartenenti al gruppo dei mwbtydialetti italiani meridionali, parlati nella mwbtcProvincia di Ascoli Piceno.

Tre degli otto grandi gruppi dialettali italiani sono così rappresentati nelle Marche: uno diffuso soprattutto in Italia settentrionale, uno in Italia centrale, uno in Italia meridionale.

Politica

Suddivisione amministrativa

Dal 1º gennaio 1948, ex art. 131 della vigente mwbtwCostituzione italiana, le Marche sono una mwbt0regione ad autonomia ordinaria della mwbt4Repubblica Italiana, ma solo con la mwbt8legge n. 281 del 1970 furono attuate le sue funzioni.

Al 1º luglio 2020 la regione Marche è suddivisa in 5 province e 225 comuni.

| Stemma | Provincia | Mappa | Comuni | Abitanti (31/12/2024) [ 58 ] | Superficie (km²) | Presidente | Sito Istituzionale |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| | Provincia di Ancona | | 47 | 461 645 | 1.963 | Daniele Carnevali | Ancona |
| | Provincia di Ascoli Piceno | | 33 | 200 400 | 1.228 | Sergio Loggi | Ascoli Piceno |
| | Provincia di Fermo | | 40 | 167 100 | 862 | Michele Ortenzi | Fermo |
| | Provincia di Macerata | | 55 | 302 309 | 2.779 | Sandro Parcaroli | Macerata |
| | Provincia di Pesaro e Urbino | | 50 | 349 798 | 2.507 | Giuseppe Paolini | Pesaro e Urbino Archiviato il 29 aprile 2011 in Internet Archive . |
| | Marche | | 225 | 1 481 252 | 9.339 | Francesco Acquaroli | Marche |

Istituzioni, enti e associazioni

Sono organi della Regione il Consiglio regionale, la Giunta e il suo Presidente. Tutti gli organi della regione sono ad mwb4cAncona.

Presidente

Il Presidente della mwb4wGiunta regionale è eletto a mwb40suffragio universale e diretto in concomitanza con l'elezione del mwb44Consiglio regionale, e fa parte dell'organo consiliare. Nella prima seduta del nuovo Consiglio regionale il Presidente della giunta espone il programma del governo regionale e presenta gli assessori, tra i quali indica il Vicepresidente chiamato a sostituirlo in caso di assenza o impedimento temporaneo. Il Presidente della Giunta regionale può sostituire il Vicepresidente e gli assessori previa comunicazione al Consiglio regionale.

Il Presidente della giunta regionale ha le seguenti funzioni:

• Rappresenta la mwb5iRegione.
• Nomina e revoca gli assessori, fra i quali il Vicepresidente, attribuisce le deleghe agli assessori e può revocarle.
• Può conferire incarichi particolari a singoli consiglieri regionali.
• Dirige la politica della Giunta e ne è responsabile.
• Promulga le leggi, emana i regolamenti, indice i mwb5creferendum previsti dallo Statuto
• Sovrintende all'azione amministrativa regionale.
• Partecipa ai lavori della Conferenza Stato-Regioni e della Conferenza unificata, tenuto conto degli indirizzi generali del Consiglio.
• Promuove, su deliberazione della Giunta, la questione di legittimità costituzionale e i conflitti di attribuzione dinanzi alla mwb5sCorte costituzionale e ne dà immediata comunicazione al Consiglio.

Giunta regionale

• La Giunta regionale è l'organo esecutivo della Regione ed è composta dal Presidente e da non più di dieci assessori, compreso il Vicepresidente.
• La Giunta opera collegialmente, in armonia con le direttive impartite dal Presidente della Giunta.
• La Giunta adotta, su proposta del suo Presidente, un regolamento interno che ne disciplina il funzionamento.
• Le deliberazioni della Giunta non sono valide se non è presente la maggioranza dei suoi componenti e se non sono assunte a maggioranza dei presenti.
• Le sedute della Giunta non sono pubbliche, salvo diversa decisione della Giunta stessa.
• La Giunta regionale pubblica periodicamente il Notiziario della Giunta regionale Marchecite-ref-61[61], che può essere sia letto direttamente on line in versione digitale, che in versione cartacea facendone richiesta gratuita dal suddetto sito. Data la varietà e la facilità di fruizione dei servizi offerti, il sito è visitato periodicamente dai marchigiani residenti all'estero, in particolare da quelli che si trovano negli Stati Uniti e in Argentina. Il Notiziario, sia in versione cartacea che in digitale, e la newsletter permettono infatti loro di restare in contatto con la Regione Marche e con ciò che vi avviene.

Consiglio regionale (Assemblea legislativa delle Marche)

Il Consiglio regionale è l'organo legislativo e della rappresentanza democratica della Regione ed è eletto a suffragio universale e diretto; esso svolge la funzione di indirizzo e di controllo politico del governo regionale.

Il Consiglio della regione Marche è formato da quarantadue consiglieri regionali. Ha il compito di eleggere il proprio presidente e l'ufficio di presidenza, e approvare a maggioranza assoluta dei componenti il proprio regolamento di organizzazione e funzionamento interno ed il regolamento interno di amministrazione e contabilità.

Il Consiglio organizza i suoi lavori in commissioni permanenti per l'esame, in sede referente, delle proposte di legge regionale e di altre deliberazioni consiliari e per l'esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo sull'amministrazione regionale, nelle materie di rispettiva competenza. Il Consiglio può inoltre istituire Commissioni speciali e di inchiesta.

Stemma, gonfalone e inno

Con mwb7glegge regionale n. 13 del 15 marzo 1980cite-ref-62[62] e pubblicata sul bollettino regionale n. 28 del 22 marzo 1980, vengono definiti lo mwb70stemma ed il mwb74gonfalone della regione.

«Lo stemma della regione Marche è costituito dal disegno stilizzato di un

picchio verde

che si sovrappone in parte alla lettera maiuscola

m

, di colore nero, in campo bianco delimitato da una striscia verde in forma di scudo.»

(Art. 1)

«Il gonfalone della regione è di colore bianco con la scritta "Regione Marche" in colore verde e reca al centro lo stemma di cui all'articolo precedente. Il gonfalone si completa con il nastro tricolore (verde, bianco, rosso) annodato al di sotto del puntale.»

(Art. 2)

Nel 1980 la Regione ha adottato come stemma l'immagine di un mwb8qpicchio verde, in quanto simbolo e mwb8utotem dei mwb8yPiceni, cioè della prima civiltà che caratterizzò tutta la regione nell'mwb8cEtà del Ferro.cite-ref-63[63]

Nel 2007 è stato commissionato al musicista ascolano mwb80Giovanni Allevi l'Inno delle Marche.cite-ref-64[64]

Nel 2013 la regione Marche decide di aggiungere un testo all'Inno delle Marche e incarica una commissione di cui fa parte Giulio Rapetti, in arte mwb9mMogol, di scegliere il miglior testo tra tutti quelli partecipanti al pubblico concorso indetto. La scelta della commissione cade sulle parole scritte dal marchigiano Giacomo Greganti e vengono scelti i BTwins, due allievi di Mogol, per l'interpretazione del pezzo. Ed è stato proprio Mogol nel corso delle celebrazioni della Giornata delle Marche il 10 dicembre 2013 a San Benedetto del Tronto a tenere a battesimo l'esecuzione dell'Inno cantato dai due gemelli ascolani.

Onorificenze

Attestato e medaglia di bronzo dorata di eccellenza di I classe di pubblica benemerenza del Dipartimento della Protezione civile

«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza»


Roma, decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 ottobre 2010

Economia

Industria e artigianato: il modello marchigiano

L'economia marchigiana è caratterizzata da una fiorente piccola-media industria ad alta specializzazione distribuita equamente in tutto il suo territorio, ma concentrata soprattutto sul litorale e nelle valli, in distretti industriali specializzati; tali industrie sono la naturale evoluzione di antiche attività artigianali. Si tratta del cosiddetto "modello marchigiano", espressione coniata da mwb-iGiorgio Fuà, il padre fondatore dell'mwb-mISTAO di Ancona, centro di formazione dell'imprenditoria marchigiana, dai mwb-qfratelli Merloni ai mwb-uGuzzini ai mwb-yDella Valle. Nelle Marche ci sono ventotto distretti industriali, come in Lombardia, ma con una buona qualità della vita e senza i problemi di periferie, ritmi frenetici, pendolarismo. Altra caratteristica fondamentale del mwb-cmodello marchigiano è un'imprenditoria che non dipende né da aiuti statali né da grandi prestiti chiesti alle banche, come al Nord. Piuttosto questa forma di economia si può avvicinare a quella del Veneto e del Friulicite-ref-66[66].

Tra i settori di spicco e di rilevanza nazionale si segnalano (da nord a sud):

• l'industria dei mobili nel mwb-8Maceratese (mwb-aCucine Lube),nel mwb-edistretto di Pesaro (mwb-iScavolinicite-ref-67[67]) e sempre nel mwb-cPesarese quella delle motociclette (mwb-gBenellicite-ref-68[68]);
• l'industria tessile specializzata in mwb-4jeans, nella mwb-8valle del Metauro, ai primi posti in Italia per produzionecite-ref-69[69];
• l'industria meccanica di mwcauJesi (gruppo Pieralisicite-ref-70[70]);
• l'industria farmaceutica di Ancona (mwcasGruppo Angelinicite-ref-71[71]);
• il mwcbecantiere navale di Ancona (mwcbiFincantieri) e la cantieristica minore di mwcbmFano (mwcbqBenetti), mwcbuAncona (mwcbyCRN), mwcbcSan Benedetto del Tronto e mwcbgCivitanova Marchecite-ref-72[72];
• le industrie della carta (mwcb4Cartiere Milianicite-ref-73[73]) e degli elettrodomestici della zona di mwccmFabriano (le fabbriche della famiglia mwccqMerloni: mwccuIndesit Company e mwccyAristoncite-ref-74[74]); tra gli elettrodomestici notevole è il settore delle cappe per cucina (mwccsAzienda Elica), in cui la città vanta il primato in Italiacite-ref-75[75];
• l'industria degli strumenti musicali, nel mwcdedistretto di Castelfidardocite-ref-76[76] (mwcdySoprani, mwcdcScandalli, mwcdgFarfisa, mwcdkCastagnari, mwcdoEko);
• l'industria illuminotecnica di mwcdwRecanati (mwcd0iGuzzini illuminazionecite-ref-77[77]);
• l'industria pellettiera e delle poltrone di mwcemTolentino (mwceqNazareno Gabriellicite-ref-78[78] e mwcekPoltrona Fraucite-ref-79[79]);
• l'industria delle calzature, al primo posto in Italia, in numerosi centri delle province di mwce8Macerata e mwcfaFermocite-ref-80[80] (tra le aziende maggiori si ricordano la mwcfuTod's e la mwcfyHogan);
• l'industria plurisettoriale di mwcfgAscoli Piceno, che spazia tra il farmaceutico, l'alimentare e la meccanica (mwcfkPfizer, mwcfoBarilla, mwcfsYKK (azienda)).

Si devono inoltre ricordare le industrie diffuse su tutto il territorio regionale, non propriamente inseribili nel mwcf0modello marchigiano:

• l'industria vitivinicola del mwcgaPiceno, in particolare di mwcgeRipatransone e mwcgiOffida (mwcgmOffida Pecorino DOCG e mwcgqRosso Piceno superiore), di mwcguMatelica e dei mwcgyCastelli di Jesi (mwcgcVerdicchio), di mwcggSerrapetrona (mwcgkVernaccia), della zona di mwcgoAncona e del mwcgsConero (mwcgwRosso Conero), di mwcg0Morro d'Alba (mwcg4Lacrima di Morro);
• l'industria turistica, florida grazie ai numerosi centri balneari, alle città d'arte, ai quattro parchi regionali e ai due nazionali;
• le industrie collegate alla pesca, nei porti di mwcheFano, mwchiAncona, mwchmCivitanova Marche, mwchqSan Benedetto del Tronto: le Marche sono la terza marineria italiana per catture, dietro mwchuSicilia e mwchyPuglia, che hanno peraltro uno sviluppo costiero notevolmente maggiore. Ogni anno questo settore fornisce più di 30.000 tonnellate di pesce per un valore di circa 115 milioni di euro.

| | 2000 | 2001 | 2002 | 2003 | 2004 | 2005 | 2006 | 2007 | 2008 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Prodotto interno lordo (milioni di Euro) | 30.527,8 | 32.291,3 | 33.912,9 | 34.794,0 | 36.170,9 | 36.994,1 | 38.542,6 | 40.929,7 | 41.612,2 |
| PIL ai prezzi di mercato per abitante [ pil 1 ] (Euro) | 20.898,0 | 22.002,8 | 22.946,7 | 23.278,2 | 23.925,7 | 24.277,5 | 25.150,1 | 26.166 | 26.652 |

| Macro-attività economica | PIL prodotto | % settore su PIL regionale | % settore su PIL italiano |
|---|---|---|---|
| Agricoltura, silvicoltura, pesca | € 598,0 | 1,55% | 1,84% |
| Industria in senso stretto | € 8.967,9 | 23,27% | 18,30% |
| Costruzioni | € 2.006,3 | 5,21% | 5,41% |
| Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni | € 7.166,9 | 18,59% | 20,54% |
| Intermediazione monetaria e finanziaria; attività immobiliari e imprenditoriali | € 8.711,1 | 22,60% | 24,17% |
| Altre attività di servizi | € 6.753,5 | 17,52% | 18,97% |
| Iva, imposte indirette nette sui prodotti e imposte sulle importazioni | € 4.338,9 | 11,26%% | 10,76% |
| PIL Marche ai prezzi di mercato | € 38.542,6 | | |

cite-note-pil-istat-811. mwcoomwcosmwcowDati Istat - Tavole regionali, su mwco0istat.it. mwco4URL consultato il 5 gennaio 2008 mwco8(archiviato dall'mwcpaurl originale il 9 marzo 2008).
cite-note-822. Milioni di euro, ai prezzi correnti di mercato nel 2006

Pesca

Per ciò che riguarda la mwcqypesca, le Marche rivestono un importante ruolo a livello nazionale. Le statistiche nazionali per la consistenza della flotta vedono infatti ben quattro porti marchigiani tra i primi venti italiani per tonnellata di stazza lorda (TSL): il porto di Ancona è al terzo posto, quello di San Benedetto al nono posto, quello di Civitanova Marche al quattordicesimo, quello di Fano al diciassettesimo. Complessivamente le Marche sono al secondo posto nella mwcqcclassifica nazionale per tonnellaggio, con 11.200 TSL, dopo la Sicilia, che ha 29.800 TSLcite-ref-83[81]. Dato che la Sicilia ha però uno sviluppo costiero notevolmente maggiore (1500mwcqw km contro i 173 marchigiani), le Marche risultano avere il primato in Italia nel rapporto tra tonnellaggio della flotta peschereccia e sviluppo costiero: 64 TSL/km contro i 19,8 TSl/km dell'Sicilia.

Anche per quanto riguarda la commercializzazione del pescato, le Marche hanno rilevanza nazionale: i mercati ittici di Ancona sono nel loro insieme al secondo posto nell'Adriaticocite-ref-84[82] e al sesto posto in ambito nazionalecite-ref-85[83].

| Porto | classifica nazionale per TSL | stazza lorda (t) | nº imbarcazioni |
|---|---|---|---|
| Ancona | 3º | 4.566 | 207 |
| San Benedetto | 9º | 2.845 | 123 |
| Civitanova Marche | 14º | 2.167 | 84 |
| Fano | 17º | 1.812 | 90 |
| Marche | 2º | 11.200 | - |

Infrastrutture e trasporti

Aeroporti civili

Il maggiore aeroporto della regione è l'mwcugaeroporto di Ancona-Falconara, in cui operano sia i vettori di linea, sia le più importanti compagnie charter internazionali. Di importanza locale è l'mwcukAeroporto di Fano.

Porti

Il porto principale è il mwcveporto di Ancona, nel 2010 risultò essere il primo in Italia per traffico internazionale di veicoli e passeggeri, con oltre 1,5 milioni di passeggeri e 200.000 mwcviTIR ogni annocite-ref-86[84], e uno dei primi dell'mwcvgAdriatico per le mercicite-ref-87[85]. È sede di mwcv0autorità portuale e di mwcv4direzione marittima.

Sono sedi di mwcwacapitaneria il mwcweporto di Pesaro e il mwcwiporto di San Benedetto del Tronto; sedi di mwcwmcircondario marittimo sono il mwcwqporto di Fano, il mwcwuporto di Civitanova Marche e il mwcwyporto di Porto San Giorgio. Si ricordano inoltre il mwcwcporto di Senigallia e il mwcwgporto di Numanacite-ref-88[86].

Strade principali

Lungo il litorale corrono le principali arterie stradali: l'mwcxeautostrada A14 - Adriatica e la mwcxistatale 16 - Adriatica, che collegano la regione con l'Emilia-Romagna a nord e con l'Abruzzo a sud.

Dalla costa risalgono le valli e si dirigono verso l'Appennino e il confine con l'mwcxqUmbria quattro strade principali (statali e con la caratteristica di superstrade) e varie provinciali, elencate di seguito da nord a sudcite-ref-89[87]:

• la mwcxsprovinciale 423 (già statale), che da mwcxwPesaro raggiunge mwcx0Urbino, segue la valle del mwcx4fiume Foglia;
• la mwcyastatale 73 bis - di Bocca Trabaria, superstrada, che parte da Fano e serve Urbino, segue la valle del mwcyefiume Metauro;
• la mwcymprovinciale 360 Arceviese (già statale), che parte da mwcyqSenigallia, segue la valle del mwcyufiume Misa;
• la mwcycstatale 76 - della Val d'Esino, superstrada, che parte da mwcygFalconara e serve mwcykJesi e mwcyoFabriano, segue la valle del mwcysfiume Esino;
• la mwcy0via Regina, che parte tra mwcy4Porto Recanati e mwcy8Porto Potenza e si immette poi nell'mwczaex statale Septempedana, segue la valle del mwczefiume Potenza;
• la mwczmstatale 77 - della Val di Chienti, superstrada, che parte da mwczqCivitanova Marche e serve mwczuMacerata, segue la valle del mwczyfiume Chienti;
• la mwczgprovinciale 433 della Valdaso (già statale), che parte da mwczkPedaso, segue la valle del mwczofiume Aso;
• la mwczwprovinciale 210 - Fermana-Faleriense (già statale), che parte da mwcz0Porto San Giorgio e serve mwcz4Fermo, segue la valle del mwcz8fiume Tenna;
• la mwcaesuperstrada Ascoli - mare, che parte da mwcaiPorto d'Ascoli e serve mwcamAscoli, segue la valle del fiume mwcaqTronto.

Tagliano invece trasversalmente le valli le seguenti strade:

• la mwcagprovinciale 361 Septempedana (già statale), che parte da Ancona, serve Osimo e Macerata ed arriva sino al confine con l'Umbria seguendo in parte la valle del mwcakfiume Potenza;
• la mwcasprovinciale Picena (già statale), che collega Macerata con Ascoli;
• la mwca0statale 81 - Piceno Aprutina che collega Ascoli con la città abruzzese di mwca4Teramo.

| in km | Ancona | Ascoli Piceno | Fermo | Macerata | Pesaro | Urbino |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Ancona | - | 119 | 63 | 50 | 62 | 90 |
| Ascoli Piceno | 119 | - | 60 | 87 | 177 | 192 |
| Fermo | 63 | 60 | - | 39 | 120 | 148 |
| Macerata | 50 | 87 | 39 | - | 102 | 116 |
| Pesaro | 62 | 177 | 120 | 102 | - | 35 |
| Urbino | 90 | 192 | 148 | 116 | 35 | - |

Le due mwcfistrade consolari che interessano la regione, la Flaminia e la Salaria, già strade statali, sono ora di competenza provinciale:

• l'ex mwcfustatale 3 - Flaminia che parte da mwcfyFano;
• l'ex mwcfgstatale 4 - Salaria, che parte da mwcfkPorto d'Ascoli e serve mwcfoAscoli.

Sono raccordi stradali la mwcfwstatale 76 dir, che collega la statale 76 con l'mwcf0aeroporto di Ancona-Falconara, e la mwcf4statale 681, asse attrezzato del mwcf8porto di Ancona.

Interessano il territorio regionale i seguenti itinerari europei:

• la mwcgmstrada europea E55, "mwcgqHelsingborg-mwcguKalamáta" sul tracciato dell'autostrada A 14,
• la mwcgcstrada europea E78, "mwcggFano-mwcgkGrosseto", sul tracciato della statale 73 bis.

Linee ferroviarie

La linea ferroviaria più importante che percorre la regione è la Milano-Lecce, classificata tra le linee fondamentali italianecite-ref-rfi-90-0[88]; essa comprende il tratto mwchiBologna–Ancona, aperto nel 1861, e il tratto mwchmAncona-Lecce, aperto tra il 1863 e il 1866. Linea fondamentalecite-ref-rfi-90-1[88] è anche la linea mwchgferrovia Roma-Ancona, completata nel 1866.

Ferrovie di interesse regionale sono le linee mwchoAscoli Piceno-San Benedetto del Tronto, mwchsPergola–Fabriano e mwchwCivitanova Marche–Fabriano.

Linee dismesse sono la mwch4Fano–Urbino, la mwch8Fermignano–Pergola e la mwciaPorto San Giorgio–Amandola.

Nodi logistici

Il Consiglio regionale delle Marche ha individuato tre nodi logisticicite-ref-91[89]: il mwcicporto di Ancona, l'mwciginterporto di Jesi e l'mwcikaeroporto di Ancona-Falconara.

Turismo

I dati riguardanti il turismo nelle Marche indicano un aumento costante anno dopo anno. Nel 2007 si sono registrati più di 2 milioni di arrivi (1.820.473 italiani e 349.898 straniericite-ref-92[90]) e 12 milioni e mezzo di presenze.cite-ref-93[91]

Diciassette sono le bandiere blu assegnate ai comuni della costa, diciannove quelle arancioni assegnate dal Touring Club Italiano ai comuni montani e dell'entroterra; ventidue borghi inoltre rientrano nell'"Associazione dei borghi più belli d'Italia". Inoltre quasi il 10% della superficie regionale risulta tutelata, tra cui due parchi nazionali, quattro parchi regionali, sei riserve naturali.

Promozione turistica

Sino al 2010, lo slogan scelto dalla regione Marche per la promozione turistica era mwckuLe Marche: l'Italia in una regione, tratto dal libro di mwckyGuido Piovene mwckcViaggio in Italia del 1957cite-ref-94[92].

Nel gennaio 2010 è stato prodotto uno spot televisivo e cinematografico della regione dal titolo mwck0Marche: le scoprirai all'infinito, in cui mwck4Dustin Hoffman legge mwck8mwclaL'infinito del poeta recanatese mwcleGiacomo Leopardi.cite-ref-95[93]

Sempre nel 2010, in occasione della fiera del turismo di mwclcShanghai, la mwclgRainbow ha prodotto un filmato dove le mwclkWinx illustrano le risorse turistiche della regione; da esso è stato tratto uno spot, trasmesso durante la prima edizione di mwcloCarosello Reloaded.

Le "mwclwMarche non ti abbandonano mai" è lo spot di promozione delle Marche interpretato da mwcl0Neri Marcorè nel 2014.cite-ref-96[94]

La promozione turistica delle Marche punta su sei temicite-ref-97[95]: "Marche in blu", "Made in Marche", "The Genius of Marche", "Spiritualità e Meditazione", "Parchi e Natura", "Dolci colline e antichi borghi".

Nel 2014 e nel 2017 nelle Marche, e precisamente mwcmgFabriano, sono stati girati gli mwcmkesterni della mwcmoterza e della mwcmsquarta stagione della mwcmwfiction mwcm0mwcm4Che Dio ci aiuti; gli episodi erano preceduti da brevi video promozionali (mwcm8Su e giù per le Marche aspettando Suor Angela).

L'mwcneExpo 2015 è stata una sede privilegiata per valorizzare le eccellenze regionali sotto il profilo enogastronomico, culturale e turistico, per comunicare le strategie di internazionalizzazione e presentare le qualità dei prodotti marchigianicite-ref-98[96].

Una nuova campagna promozionale è lanciata nel 2019, con lo slogan mwcncBellezza infinita, e con testimonial mwcngVincenzo Nibali.

Località balneari

Le Marche hanno ottenuto nel 2016 diciassette mwcnsbandiere blu, che salgono a 19 nel 2024cite-ref-99[97], seguendo in Italia soltanto la Liguria (34) e la Toscana (19); in rapporto allo sviluppo costiero la regione è al primo posto in Italia, con una bandiera blu ogni 10,5mwcoa km, mentre la Liguria ne ha una ogni 13,2mwcoe km e la Toscana una ogni 20mwcoi kmcite-ref-100[98].

mwcpgBandiere blu 2024, elencate da nord a sud.


• mwcp4Gabicce Mare - spiaggia del Lido
• mwcqaPesaro - spiagge di Ponente, di Levante, di Sottomonte;
• mwcqiFano spiagge Nord, Sassonia, di Torrette, di Marotta;
• mwcqqMondolfo: spiaggia di mwcquMarotta;


• mwcqoSenigallia - spiagge di Levante, di Ponente
• mwcqwAncona - spiaggia di mwcq0Portonovo
• mwcq8Sirolo - spiagge dei Sassi neri, di San Michele, Urbani
• mwcreNumana - spiagge di Numana Bassa, di mwcriMarcelli Nord, di Numana Alta


• mwcrcPorto Recanati - Litorale Nord/Centro
• mwcrkPotenza Picena - spiaggia di mwcroPorto Potenza Picena
• mwcrwCivitanova Marche - spiaggia del Lungomare Sud e del Lungomare Nord


• mwcseFermo - spiaggia del Lido di Fermo, di Marina Palmense
• mwcsqPorto San Giorgio - spiagge del litorale
• mwcsyPorto Sant'Elpidio - spiaggia del Lungomare
• mwcsgAltidona - Lungomare Paolo Borsellino
• mwcsoPedaso - spiaggia del Lungomare dei Cantautori


• mwcs8Cupra Marittima - spiaggia del Lido
• mwcteGrottammare - spiagge del Lungomare Nord, del Lungomare Sud
• mwctmSan Benedetto del Tronto - spiagge della mwctqRiviera delle Palme

Città d'arte

Notevole è il patrimonio artistico regionale, con opere che vanno dal mwcukRomanico al mwcuoGotico cistercense, dalla pittura trecentesca a quella rinascimentale di mwcusRaffaello, mwcuwCarlo Crivelli e mwcu0Lorenzo Lotto. Le città della regione sono ricche di luoghi con atmosfere medievali o settecentesche, oppure hanno il carattere di "città ideali" del mwcu4Rinascimento, capitali di piccole repubbliche. Nei centri urbani, spesso ancora cinti da mura, si alternano antichi luoghi commerciali e di potere, piazze toccate da antiche vie romane, palazzi di antiche famiglie nobili o luoghi dello spirito e sedi ecclesiastiche.

La città di mwcvaUrbino, con la sua architettura rinascimentale, è mwcvepatrimonio dell'umanità, ed insieme ad mwcviAscoli Piceno, con il suo centro storico interamente costruito in mwcvmtravertino, sono tra le mete più visitate.

Mantenere l'ordine alfabetico

• mwcvyAncona
• mwcvgArcevia
• mwcvoAscoli Piceno
• mwcvwCagli
• mwcv4Camerino
• mwcwaFabriano (mwcweCittà creativa UNESCO)
• mwcwmFano
• mwcwuFermo
• mwcwcFossombrone
• mwcwkJesi
• mwcwsLoreto
• mwcw0Macerata
• mwcw8Offida
• mwcxeOsimo
• mwcxmPesaro (mwcxqCittà creativa UNESCO)
• mwcxyRecanati
• mwcxgRipatransone
• mwcxwSassoferrato
• mwcyaSenigallia
• mwcyiTolentino
• mwcyqUrbania

I borghi più belli d'Italia

• mwczeCingoli
• mwczmCorinaldo
• mwczuEsanatoglia
• mwczcFrontino
• mwczkGradara
• mwczsGrottammare
• mwcz8Matelica
• mwc0mMondavio
• mwc0uMondolfo
• mwc0kMontecassiano
• mwc0sMontecosaro
• mwc00Montefabbri
• mwc1eMontelupone
• mwc1mMoresco
• mwc1oOffagna
• mwc1wOffida
• mwc14Pergola
• mwc2aSan Ginesio
• mwc2iSarnano
• mwc2yTreia
• mwc2gVisso

Bandiere arancioni

• mwc3iAmandola
• mwc3yApecchio
• mwc3gCamerino
• mwc3oCantiano
• mwc3wCingoli
• mwc34Corinaldo
• mwc4aFrontone
• mwc4iFrontino
• mwc4qGenga
• mwc4yGradara
• mwc4oMondavio
• mwc4wMontecassiano
• mwc44Montelupone
• mwc5aMonterubbiano
• mwc5iOffagna
• mwc5qOstra
• mwc5gRipatransone
• mwc5oSan Ginesio
• mwc54Sarnano
• mwc6iStaffolo
• mwc6qUrbania
• mwc6yUrbisaglia
• mwc6gVisso

Città murate

Mantenere l'ordine alfabetico

• mwc7yArcevia
• mwc7oCamerino
• mwc7wCorinaldo
• mwc74Corridonia
• mwc8aGradara
• mwc8iJesi
• mwc8qLoreto
• mwc8yMacerata
• mwc8gMontecassiano
• mwc8oMontecosaro
• mwc84Montegranaro
• mwc9aMontecarotto
• mwc9iMontefortino
• mwc9qMoresco
• mwc9yMorro d'Alba
• mwc9gOsimo
• mwc9wSan Ginesio
• mwc94Urbino

Castelli e fortezze

• mwdaeForte Malatesta, Ascoli Piceno.
• mwdamFortezza Pia, Ascoli Piceno.
• mwdauRocca Torrione, mwdayCagli.
• mwdasRocca Varano, mwdawCamerino.
• mwda4Rocca borgesca, Camerino.
• mwdbmCastello di Lanciano, Castelraimondo.
• mwdbuRocca malatestiana, mwdbyFano.
• Castello di Loro Piceno (detto impropriamente castello Brunforte), mwdceLoro Piceno.
• mwdcmRocca roveresca, mwdcqMondavio.
• mwdcsRocca Costanza, mwdcwPesaro.
• mwdeyRocca roveresca, mwdecSenigallia.

Santuari ed abbazie

• Abbazia dei Santi Ruffino e Vitale, mwdigAmandola
• Abbazia dei Santi Vincenzo e Anastasio, Amandola
• mwdi4Abbazia di San Michele Arcangelo, mwdi8Borgo Pace (frazione mwdjaLamoli)
• Santuario di Santa Maria Goretti, mwdjcCorinaldo
• Abbazia di San Biagio in Caprile, Fabriano (frazione Campodonico)
• Abbazia di San Salvatore in Val di Castro, mwdkaFabriano
• Santuario Santa Maria Apparve, mwdlgOstra
• Abbazia Santa Maria di Piazza, mwdloOstra Vetere
• Abbazia di San Gervasio di Bulgaria, mwdl8Mondolfo
• Abbazia dei Santi Benedetto e Mauro, mwdmeMonsampolo del Tronto (frazione Stella)
• Santuario del Beato Domenico Spadafora, mwdmqMonte Cerignone
• mwdnuAbbazia di Santa Maria delle Macchie, San Ginesio (frazione Macchie)
• Abbazia di Santa Croce dei Conti, mwdocSassoferrato
• Santuario Madonna del Cerro, Sassoferrato (Rotondo)
• Santuario del mwdpwBeato Antonio Migliorati, mwdp0Amandola

Teatri

• mwdqmTeatro delle Muse, mwdqqAncona
• mwdqwSferisterio, mwdq0Macerata
• mwdq8Teatro Rossini, mwdraPesaro
• mwdriTeatro Sanzio, mwdrmUrbino
• mwdruTeatro della Fortuna, mwdryFano
• mwdrgTeatro comunale, mwdrkCagli
• mwdr4Teatro dell'Aquila, mwdr8Fermo
• mwdseTeatro Pergolesi, mwdsiJesi
• Teatro Piermarini, mwdsuMatelica
• mwdscTeatro Apollo, mwdsgMondavio
• Teatro Angel dal Foco, mwdtcPergola
• Teatro Mugellini, mwdt0Potenza Picena
• mwduiTeatro Vaccaj, mwdumTolentino
• mwduuTeatro Persiani, mwduyRecanati
• mwdugTeatro Bramante, mwdukUrbania
• Teatro Annibal Caro, mwduwCivitanova Marche
• Teatro Mestica, mwdviApiro
• mwdvqTeatro L. Mercantini, Ripatransone
• mwdvyTeatro V. Pagani, Monterubbiano
• mwdvgTeatro La Fenice, Senigallia
• mwdvoTeatro La Vittoria, Ostra
• mwdvwTeatro Misa, Arcevia
• mwdv4Teatro Comunale, Chiaravalle
• mwdwaTeatro C. Goldoni, Corinaldo
• mwdwiTeatro V. Alfieri, Montemarciano
• mwdwqTeatro Condominiale La Fortuna, Monte San Vito
• mwdwyTeatro P. Ferrari, San Marcello
• mwdwgTeatro Cortesi, Sirolo
• Teatro La Fenice, mwdxkAmandola

Musei e aree archeologiche

Le Marche hanno una singolare ricchezza di musei ed aree archeologiche: sono più di 400, tra pubblici e privati, appartenenti alle più svariate tipologiecite-ref-101[99]. Si elencano qui i soli musei nazionali o statalicite-ref-102[100].

• Musei Nazionali

• mwdzeMuseo nazionale Rossini, Pesaro

• Musei statali

• mwdzuAntiquarium statale, Numana (AN)
• mwdzcMuseo archeologico statale, Arcevia (AN)
• mwdzkMuseo archeologico statale, Ascoli Piceno
• mwdzsMuseo archeologico statale, Cingoli (MC)
• mwdz0Museo archeologico statale, Urbisaglia (MC)
• mwdz8Museo tattile statale Omero, Ancona

• Rocche e castelli statali

• mwdamCastello di Gradara, Gradara (PU)
• mwdauRocca Roveresca, Senigallia (AN)

• Aree archeologiche statali

• mwdakParco archeologico di Urbs Salvia, Urbisaglia (MC)

Parchi e Riserve Naturali nelle Marche

Parchi regionali


Parchi interregionali


Parchi nazionali

• mwdcmParco Nazionale dei Monti Sibillini (al confine con l'Umbria)
• mwdcuParco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga (al confine con l'Abruzzo e con il Lazio).

mwdccArquata del Tronto è l'unico comune d'mwdcgEuropa racchiuso all'interno di due parchi nazionali: il mwdckParco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, a sud, ed il mwdcoParco Nazionale dei Monti Sibillini a nordcite-ref-103[101]

Riserve naturali dello Stato


Riserve naturali regionali

• Riserva Naturale del Monte San Vicino e Monte Canfaito

Piste ciclabili
ZPS - Zone di Protezione Speciale

Questi sono, per quanto concerne la regione Marche, i siti delle mwde0Zone di Protezione Specialecite-ref-104[102].

Provincia di Ancona

• Monte Cucco e Monte Columeo
• Valle Scappuccia

Provincia di Ascoli Piceno

• Litorale di Porto d'Ascoli (La Sentina)
• Montagna dei Fiori
• Monte dell'Ascensione
• Monte Oialona - Colle Propezzano

Provincia di Macerata

• Dalla Gola del Fiastrone al Monte Vettore
• Gola di Sant'Eustachio, Monte d'Aria e Monte Letegge
• Monte Giuoco del Pallone
• Monte San Vicino e Monte Canfaito
• Valle Rapegna e Monte Cardosa
• Valle Scurosa, Piano di Montelago e Gola di Pioraco
• Valnerina, Montagna di Torricchio, Monte Fema e Monte Cavallo

Provincia di Pesaro e Urbino

• Bocca Serriola
• Calanchi e praterie aride della media Valle del Foglia
Colle San Bartolo e litorale pesarese
• Esotici della Valmarecchia
• Fiume Metauro da Piano di Zucca alla foce
Furlo
• Mombaroccio e Beato Sante
• Monte Catria, Monte Acuto e Monte della Strega
• Serre del Burano
• Tavernelle sul Metauro
Valmarecchia tra Ponte Messa e Ponte Otto Martiri

Tradizioni e folclore

Il ciclo dell'anno

Nel corso dell'anno si susseguono nelle Marche diversi eventi legati al ciclo delle stagioni. Non si riportano qui le manifestazioni e le usanze nate dopo gli anni sessanta del Novecento.

Gennaio

La festa dell'Epifania, oltre che con le usanze diffuse in tutta Italia, come quella della mwdf8Befana, è celebrata anche con i canti rituali di questua detti "della mwdgaPasquella", che è il nome locale della festa. Vivissima un tempo, poi quasi caduta in disuso, l'usanza si è salvata dall'oblio grazie all'impegno di alcuni gruppi musicali e di alcuni comuni. I canti, nei diversi dialetti della regione, hanno un testo antico, sono accompagnati dall'organetto e sono itineranti, in quanto hanno lo scopo di augurare il buon anno casa per casa, raccogliendo offerte di cibi e di vino.cite-ref-bevilacqua-105-0[103]cite-ref-106[104]

Carnevale

La celebrazione del mwdhaCarnevale è diffusa ovunque, ma assume carattere particolarmente spettacolare nel mwdheCarnevale di Fano, nel mwdhiCarnevale di Offida e nel mwdhmCarnevale di Ascoli; tra le maschere carnevalesche antiche e recenti si ricordano il mwdhqRabachén e la mwdhuCagnèra, di Pesarocite-ref-107[105], mwdhoMosciolinocite-ref-108[106] e mwdh8Papagnococite-ref-109[107], di Ancona, il costume del mwdiqguazzaró, di Offidacite-ref-110[108], mwdiklu sfrigne, di Ascoli.cite-ref-111[109]

Pasqua

Legate al periodo pasquale sono: il mwdjuCavallo di fuoco di Ripatransone, risalente al 1682 consistente in un peculiare spettacolo mwdjypirotecnico; mwdjcla Turba, di mwdjgCantiano (mwdjkPU), mwdjosacra rappresentazione del mwdjsVenerdì Santo risalente al 1440.

Pentecoste

Durante la mwdkmPentecoste dal 1965 si svolge a mwdkqMonterubbiano (mwdkuFM) la festa di mwdkySciò la Pica, legata all'origine mitica del mwdkcpopolo piceno e al suo mwdkgtotem, il mwdkkpicchio verde, oggi emblema delle Marche.cite-ref-112[110]

Giugno

Il ventiquattro giugno è la festa di mwdleSan Giovanni Battista, che è celebrata nelle Marche con l'usanza di lavarsi il viso con acqua profumata, come in un rito di purificazione; l'acqua si prepara raccogliendo fiori ed erbe profumate e immergendoli in un catino, tenuto fuori dalla finestra per tutta la notte.cite-ref-bevilacqua-105-1[103] Lo stesso giorno, ogni anno, a mwdlyFabriano si chiude il Palio di San Giovanni Battista, dove le quattro porte delle città competono nella tradizionale sfida del maglio.

Agosto

Ad agosto si svolgono tre delle più note manifestazioni tradizionali marchigiane, sul tipo delle giostre e dei tornei medievali: la mwdl4Cavalcata dell'Assunta a Fermo (dal 1182, ripresa nel 1982), la mwdl8Quintana ad mwdmaAscoli (almeno dal 1377, ripresa nel 1955), la mwdmeContesa del secchio a mwdmiSant'Elpidio a Mare (dal 1953).

Settembre

Nel mese di settembre, si svolge ad Urbino dal 1955 la mwdmyFesta dell'aquilone, legata alla nota poesia di mwdmcGiovanni Pascoli; in questa occasione centinaia di aquiloni volteggiano sopra il cielo della città ducale. Inoltre in settembre si tiene a Loreto sin dal XVIII secolo la Corsa del drappo, spettacolare corsa di cavalli lungo la ripida salita di Montereale.

Feste del raccolto

Le feste del raccolto più importanti, denominate "feste del covo", sono la mwdmsFesta del Covo di Campocavallo di Osimo, risalente al 1939cite-ref-113[111], e la mwdnaFesta del Covo di Candia di Ancona, risalente nelle sue attuali forme al 1932.cite-ref-114[112]

Dicembre

In dicembre si deve ricordare anzitutto l'antichissima mwdnwfesta della Venuta, festa medievale che nel 1617, grazie all'iniziativa del frate cappuccino anconitano fra' Tommaso,cite-ref-115[113] si diffuse capillarmente in tutte le Marche;cite-ref-116[114] a questa celebrazione è dedicato il successivo paragrafo. Si ricorda anche la tradizione del mwdoupresepe marchigiano, affermatasi in seguito della precoce diffusione dei conventi francescani, risalente al tempo in cui mwdoySan Francesco era ancora in vita e frequentava la regione.cite-ref-117[115] L'ambientazione è la tipica campagna collinare marchigiana, ma rivisitata in chiave medio-orientale.

Feste del mare

Nei porti marchigiani il legame con il mare si celebra durante le varie mwdo4feste del mare, consistenti tutte in processioni religiose in mare con seguito di barche, nel ricordare coloro che hanno perso la vita in mare durante l'anno, nella degustazione di specialità gastronomiche legate alla pesca, in fuochi d'artificio che si specchiano sul mare. Da oltre trent'anni si celebrano: la mwdo8Festa del mare di Ancona, la mwdpaFesta del mare di Fano (mwdpePU), la mwdpiFesta del mare di Porto San Giorgio (mwdpmFM), la mwdpqFesta del Mare di Campofilone (mwdpuFM). Da oltre dieci anni si celebrano la mwdpyFesta del mare di Porto Recanati (mwdpcMC) e la mwdpgFesta del mare di Civitanova Marche (mwdpkMC).

Musica, danza e giochi

Il ballo tradizionale tipico marchigiano è il mwdqeSaltarello, che ancora vanta scuole di ballo ed entusiasmo popolarecite-ref-118[116]; è accompagnato dal mwdqytamburello e dall'mwdqcorganetto. Lo strumento musicale per eccellenza delle Marche è la mwdqgfisarmonica, prodotta artigianalmente nella zona di mwdqkCastelfidardocite-ref-119[117].

Viva è la tradizione degli mwdq8stornellicite-ref-120[118] e dei canti popolari in dialetto, accompagnati dalla fisarmonica o dall'organetto; alcune cittadine organizzano rassegne ad essi dedicatecite-ref-121[119].

Nelle Marche, come in altre regioni che un tempo appartenevano allo mwdrkStato della Chiesa, si gioca a carte con le mwdrocarte piacentine. Gioco di carte tipico marchigiano è la mwdrsPetrangola; il fatto di poter essere giocato anche in più di dieci persone lo fanno preferire specialmente durante le festività natalizie, in occasione di raduni di parenti ed amicicite-ref-122[120]. Un altro gioco di carte popolare in questo territorio è la mwdsaCispa; anche in questo gioco si usano le mwdsecarte piacentinecite-ref-123[121].

Festa delle Marche e Festa della Venuta

Il consiglio regionale ha deciso nel 2004 di celebrare il 10 dicembre la giornata delle Marchecite-ref-124[122], allo scopo di "riflettere e sottolineare la storia, la cultura, le tradizioni e le testimonianze della comunità marchigiana, per rafforzarne la conoscenza e il senso di appartenenza".cite-ref-125[123] La data scelta è quella in cui, in ogni parte del mondo, le tante comunità marchigiane residenti all'estero ricordano da sempre, spontaneamente, le loro origini; lo stesso 10 dicembre è infatti anche la festa della mwdtyMadonna di Loreto, riconosciuta dai marchigiani come riferimento ideale e spirituale della propria terra e delle proprie origini. Infatti, nelle due notti che precedono la ricorrenza, nelle città e nelle campagne marchigiane si usa celebrare la mwdtcfesta della Venuta, accendendo grandi mwdtgfocaracci, o mwdtkfavori, o falòcite-ref-126[124].

In occasione della celebrazione viene assegnato il "Picchio d'oro" ai marchigiani "che si sono distinti nei rispettivi settori professionali o che con il loro nome abbiano portato lustro alla comunità regionale".cite-ref-127[125]

L'idea di celebrare una giornata delle Marche è nata tra le comunità marchigiane dell'Argentina, in cui tra il XIX secolo e il XX secolo emigrarono migliaia di marchigiani contribuendo al progresso argentino, che coltivano il legame con la loro terra d'origine.

Le prime dieci edizioni sono state dedicate ai temi seguenti:

• 2005: "Le Marche nel mondo"; giornata celebrata in collaborazione con la comunità marchigiana di mwducBuenos Aires;
• 2006: "Le Marche e l'Europa"; giornata celebrata in collaborazione con la comunità marchigiana di mwdukBruxelles;
• 2007: "I giovani delle Marche"; giornata celebrata in collaborazione con la comunità marchigiana di mwdusMontréal;
• 2008: "Gli anziani delle Marche, pieni di vita"; giornata celebrata in collaborazione con la comunità marchigiana di mwdu0Sydney;
• 2009: "Anniversario di padre mwdu8Matteo Ricci - le Marche e l'Oriente";
• 2010: "Anniversario di mwdveGiovanni Battista Pergolesi";
• 2011: "Le Marche e l'Unità d'Italia", in concomitanza con i festeggiamenti per il centocinquantenario dello Stato italiano;
• 2012: "Lo sport: vincere per la vita", per festeggiare gli atleti marchigiani che hanno partecipato alle Olimpiadi.
• 2013: "I Marchigiani. La forza della nostra comunità"
• 2014: "Crescita, sviluppo, lavoro"; mwdvyGiacomo Leopardi
• 2015: "Le Marche, il territorio, la comunità"

Per la ricorrenza della 20ª edizione, che si è svolta al mwdvkTeatro della Fortuna di mwdvoFano il giorno 11 dicembre 2024, il tema scelto è stato: "Le Marche protagoniste"cite-ref-128[126].

Il Picchio d'oro 2024cite-ref-129[127] è stato assegnato alla nota food blogger mwdwqBenedetta Rossicite-ref-130[128], mentre il premio del mwdwkpresidente della Regione Marche è andato a mwdwoSimone Vagnozzicite-ref-131[129], allenatore di mwdw8Jannik Sinner, ed mwdxaElisabetta Cocciarettocite-ref-132[130], prima ambasciatrice della diplomazia dello sportcite-ref-133[131].

Durante la manifestazione il presidente mwdxoFrancesco Acquaroli, intervistato dalla giornalista Silvia Sacchicite-ref-134[132], ha sottolineato l’importanza della giornata dedicata alla Regione per “ricostruire il senso di appartenenza della comunità marchigiana, riscoprire il suo orgoglio e celebrarne i successi"cite-ref-135[133].

Cucina

Le Marche offrono un'ampia varietà di piatti, contando su sapori provenienti sia dal pesce dell'Adriatico che da quelli tipici della collina e della montagna. Inoltre 20 vini, tra DOC e DOCG, accompagnano le creazioni della cucina locale con aromi più o meno intensi.

L'antipasto tipico della regione è freddo e si può comporre di un'ampia varietà di salumi e formaggi locali come il mwdywsalame di Fabriano, i salamini alla cacciatora, il prosciutto, il mwdy0ciauscolo, la lonza, il lonzino, il mwdy4prosciutto di Carpegna, il ciarimbolo, la mwdy8coppa marchigiana, il mwdzamazzafegato, la galantina, il migliaccio, il salame di pecora, il prosciutto aromatizzato del mwdzeMontefeltro, il salame soppressato lardellato e di Frattula, la salsiccia di fegato, il casecc, il mwdziformaggio di fossa, il pecorino in botte, il raviggiolo e la mwdzmcasciotta d'Urbino).

Tra i formaggi, la cui produzione è diffusa in tutto il territorio regionale, in particolare vanno menzionati i pecorini, che si differenziano in base all'area di produzione: nelle province di Pesaro-Urbino, Ancona e Macerata, finita la salatura, le forme vengono scottate con il siero per ritardare la maturazione; ai monti Sibillini si utilizza il caglio aromatizzato coi profumi e sapori quali fiori di basilico, maggiorana, chiodi di garofano, noce moscata; nel Montefeltro si fa stagionare il pecorino nelle caverne di tufo e prende il nome di formaggio di fossa. La pancetta, la goletta e la salsiccia sono tra i prodotti più frequentemente usati per il condimento.

Una presenza costante nell'alimentazione marchigiana sono gli animali da allevamento di bassa corte, ossia polli, conigli, tacchini e altri, e a tal proposito è nota la ricetta tipica del coniglio in porchetta.

Nell'entroterra, nel corso dell'anno, è possibile trovare tartufi bianchi e neri. Le zone tipiche del tartufo sono l'entroterra della provincia di Pesaro-Urbino, parte di quello di Ascoli Piceno, Macerata e Ancona. Il tartufo bianco, il più pregiato, si può trovare in particolare nella provincia di Pesaro-Urbino, nelle zone di Sant'Angelo in Vado, Acqualagna (capitale del tartufo), Pergola e Apecchio. Ad Amandola, nel Fermano, in autunno, si tiene la mostra mercato del tartufo bianco pregiato dei monti Sibillini. Il tartufo nero è diffuso nelle zone interne dell'intero territorio regionale, soprattutto ad Acqualagna, Cagli, Acquasanta Terme, Roccafluvione, Comunanza, Montefortino, Camerino, Castelsant'Angelo sul Nera e Visso.

L'olio marchigiano è di antiche origini e veniva apprezzato sin dal XIII secolo. Si distinguono quattro distretti produttivi: Colli Pesaresi, Colline Anconetane, Castelli di Jesi e Ascolano. Tuttavia l'olio extravergine di oliva di Cartoceto è l'unico marchigiano a denominazione DOP. Esistono poi i seguenti oli di oliva monovarietali: Coroncina, Piantone di Mogliano, Mignola, Raggia, Raggiola, Sargano di Fermo e Piantone di Falerone.

Per lungo tempo il simbolo gastronomico della regione marchigiana è stata la polenta, tanto che i marchigiani, proprio per questo, erano definiti 'magna-pulenda'. Versata fumante sulla spianatora (grande tavolo di legno), riuniva la famiglia 2 volte al giorno. Ancora oggi i condimenti sono numerosi e molteplici, e variano durante il periodo dell'anno e le zone. Sul territorio regionale si può provare la polenta con ceci e fave, allo mwdzkstoccafisso, con ricotta e mwdzosaba, alla carbonara, il pulendo' a butta' ggjio e persino la polenta Vruscata, ovvero avvolta in foglie di cavolo e lasciata per tutta la notte a cuocere sotto la brace. Numerosi sono gli adagi popolari al riguardo: "Trenda di', sessanda pulende" (in trenta giorni si mangia sessanta volte la polenta), "La pulenda preshto tira e preshto 'llenda" (la polenta sazia subito, ma altrettanto presto fa perdere quel senso di pienezza).

Tuttavia vi sono anche altri primi piatti tipici nelle Marche. Fra tutti meritano di essere menzionati i frascarelli, diversi tipi di gnocchi, che vengono chiamati "surcitti", i celebri cappelletti e il mwdzwbrodetto di pesce, che viene preparato in maniera diversa in ogni località costiera marchigiana (mwdz0brodetto di Porto Recanati, alla fanese, alla sambenedettese, all'anconitana). La regione è anche celebre, come l'mwdz4Emilia-Romagna, per la produzione di pasta all'uovo, fra cui spiccano i mwdz8maccheroncini di Campofilone e i mwd0aVincisgrassi, specialità culinaria simile alle lasagne, dalle quali però differiscono per la sfoglia più sottile e per la presenza di animelle e chiodi di garofano nel sugo.

La mwd0icrescia, da cui ha preso origine la moderna mwd0mpiadina romagnola, è una focaccia originaria di mwd0qUrbino, diffusa però su tutto il territorio regionale. Particolare è "la crescia co' lu paulittu" preparata il primo gennaio. Si tratta di una specie di pizza con dentro una piccola moneta, detta paulittu (da Paolo, moneta di 50 centesimi dello Stato pontificio). Chi l'avesse trovata nella sua fetta di pizza sarebbe diventato padrone di casa per un anno intero.

Il chichì ripieno è una focaccia rustica tipica di mwd0yOffida, condita con tonno, acciughe, peperoncino, capperi e carciofi sottaceto.

È nei secondi piatti che il carattere del popolo marchigiano si delinea in modo più preciso, esprimendo sempre la sua predilezione per un mangiare semplice e talvolta robusto. Il mwd0gpiccione ha da sempre rappresentato per la gente delle Marche un boccone appetitoso ed esistono numerose ricette che vedono come ingrediente questo volatile. mwd0kAscoli Piceno è una delle città italiane in cui il fritto è parte integrante della tradizione e della cultura popolare. Nel mwd0oPiceno sono molti gli alimenti che vengono fritti, soprattutto durante le ricorrenze religiose. Le mwd0solive ascolane, ripiene di carne o pesce, sono oggi diffuse in tutto il mondo. Meno famose, ma altrettanto buone, sono le cotolette d'agnello fritte, la crema fritta (servita con le olive), i carciofi fritti, le cervella d'agnello fritte, la salvia in pastella fritta e le zucchine fritte.

Ma è nei secondi piatti di pesce che la cucina regionale è più nota: per comprendere quanto è variegata e ampia la cucina di mare, basti sapere che le Marche sono la regione italiana in cui il rapporto fra pesce pescato e abitanti è il più alto. mwd00San Benedetto del Tronto, primo porto peschereccio dell'Adriatico, è l'emblema delle tradizioni culinarie della costa marchigiana. Sarebbe prolisso dilungarsi a citare ogni ricetta a base di pesce in uso nella regione, così ci si può limitare a citarne le più famose. Primi fra tutti il mwd04brodetto di pesce, i "guatti" e i bombetti (molluschi endemici del medio-alto Adriatico), le cozze e lo mwd08stoccafisso, specialità all'anconetana.

Alcuni dei dolci tipici marchigiani sono il salame di fichi, di cui mwd1eGiacomo Leopardi era ghiotto, il pan nociato, il mwd1iciambellone, i fuscelli al forno, le mwd1mzeppole, diffuse anche in altre regioni, il mwd1qfrustingo, antichissimo e tipico del periodo natalizio, la mwd1urocciata, dolce invernale, i ravioli dolci, detti mwd1ycalcioni, i cavallucci e la serpe di mwd1cApiro, la tartaruga e i ciceru', ovvero una sfoglia ripiena di ceci, zucchero e saba e mwd1glu serpe, dolce natalizio. Nel periodo pasquale ancora oggi si prepara la pizza dolce, detta anche crescia brusca o caciu', le ciambelle, spesso insaporite con l'mwd1kanice, e la rècina di mwd1oCamerino. I dolci tipici del periodo di mwd1sCarnevale sono le sfrappe, gli scroccafusi, le mwd1wcastagnole, la mwd10cicerchiata, il mwd14sanguinaccio dolce, i caciune di mwd18Monte Urano, gli mwd2aArancini (dolce) e la frustenga.

Le Marche vantano inoltre la produzione di alcuni particolari tipi di mwd2imarmellata, come quella di pomodori verdi, o la confettura di bacche di rosa canina, la marmellata di mele cotogne e radici di cicoria, e la visciolata.

Prodotti di qualità riconosciuti e regolamentati

• I prodotti mwd2yDOPcite-ref-ipgdop-136-0[134]:

• esclusivamente marchigiani

• mwd3moliva ascolana,

• prodotti anche in altre regioni:

• mwd3kformaggio di fossa (prodotto anche in Emilia-Romagna),
• mwd3ssalamini italiani alla cacciatora (prodotti anche in Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Umbria, Toscana, Abruzzo, Lazio e Molise)cite-ref-137[135].

• I prodotti mwd4eIGPcite-ref-ipgdop-136-1[134]:

• esclusivamente marchigiani:

• mwd4ociauscolo,
• olio extravergine di oliva delle Marche (in via di approvazionecite-ref-138[136]);

• prodotti anche in altre regioni:

• mwd5ulenticchia di Castelluccio (prodotta anche in Umbria),
• mwd5cvitellone bianco dell'Appennino Centrale (ne esistono tre razze: chianina, marchigiana e romagnola, i cui nomi indicano le zone di allevamento),
• mwd5kagnello del Centro Italia (prodotto anche in Abruzzo, Lazio, Toscana, Umbria ed Emilia-Romagna),
• mwd5sMortadella Bologna (prodotta anche in Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia, Veneto, provincia di Trento, Toscana, e Lazio)cite-ref-139[137],

• I mwd6epresìdi "Slow food"cite-ref-140[138], tutti esclusivamente marchigiani:

• anice verde di mwd6gCastignano,
• carciofo di mwd6oMonteluponecite-ref-141[139],
• mwd7qlonzino di fico,
• mosciolo selvatico di mwd7gPortonovo,
• pecorino dei Monti Sibillini,
• fagiolo di Laverino.

Tra i prodotti agroalimentari tradizionali si ricorda il mwd74pecorino marchigiano, sia fresco, sia stagionato.

Vini e alcolici


Offida,

• Vini a Denominazione di Origine Controllata (DOC)cite-ref-vini-142-1[140]:

• Esino: rosso, bianco, novello, frizzante
Pergola,

• Vino a Indicazione Geografica Tipica (IGT)cite-ref-vini-142-2[140] (indicazione geografica tipica):

• Marche

Altre bevande alcoliche:

• mwd9iAnisetta
• mwd9yVino cotto
• mwd9gVino passitocite-ref-143[141]
• mwd94Vin santocite-ref-144[142]
• Liquore al mwd-ycumino di Ussitacite-ref-145[143]
• Prunus di Valle Reacite-ref-146[144]

Si ricorda infine la mwd-esapa che, pur derivata dal mwd-imosto, non è una bevanda, ma un condimento.

Sport

Impianti sportivi

Gli impianti sportivi all'aperto più capienti della regione sono lo mwd-0stadio Del Conero di Ancona (23.976 posti), lo mwd-4stadio Cino e Lillo Del Duca di Ascoli Piceno (20.550 posti) e lo mwd-8stadio Riviera delle Palme di San Benedetto del Tronto (15.000 posti). I principali mweaapalasport sono la mweaeVitrifrigo Arena di Pesaro (10mweai 323 posti) e il mweamPalaRossini di Ancona (mweaq5 066 posti). La capienza indicata è in tutti i casi relativa ai posti a sedere.

Calcio

Il mweaccalcio occupa una fetta importante degli sport più praticati nella regione Marche, in particolare dal mweagsecondo dopoguerra. Le squadre più rappresentative sono mweakl'Ascoli, l'mweaoAncona, la mweasSambenedettese, il mweawFano, la mwea0Vis Pesaro e la mwea4Fermana. In particolare l’Ascoli e l’Ancona hanno partecipato alla massima serie diverse volte, rispettivamente 16 e 2 partecipazioni.

Pallacanestro

Altro sport molto diffuso è la mwebepallacanestro, rappresentata a livello nazionale in particolare dalla mwebiVictoria Libertas Pallacanestro, conosciuta in passato come mwebmScavolini Pesaro, che ha vinto due scudetti. Le altre società di pallacanestro marchigiane che hanno disputato la massima serie nazionale sono la mwebqSutor, il mwebuFabriano Basket e l'mwebyAurora Basket Jesi.

Pallavolo

Per la pallavolo spiccano squadre rilevanti a livello nazionale ed internazionale sia maschili che femminili: la mwebkVolley Lube, squadra maschile di mweboTreia, vanta la conquista di 5 mwebsscudetti e due mwebwChampions League, mentre la mweb0Robursport, squadra femminile di mweb4Pesaro, ha ottenuto la vittoria di 3 mweb8scudetti.

Tra gli atleti di successo si ricordano mwecePaolo Tofoli e mweciSamuele Papi.

Motociclismo

Nelle Marche sono nate grandi marchi, tecnici e piloti di levatura mondiale. L'azienda motociclistica di maggior rilevanza nazionale e internazionale è la mwecuBenelli, fondata nel 1911 a mwecyPesaro, dove tuttora risiede. Il pilota di maggior rilievo è stato mweccValentino Rossi, nato ad mwecgUrbino e vissuto a mweckTavullia, considerato uno dei più grandi di tutti i tempi. Sono molto attivi i Moto Club regionali sia in ambito crossistico che di velocità. Nel 2017 è nata un'associazione denominata Terra di Piloti e Motori, con sede a Tavullia, per la promozione del turismo motociclistico nella regione.

Tennistavolo

Trainata dalla storica piazza di Senigallia - con lunga militanza nelle serie A e B - e da varie città limitrofe, le Marche hanno anche in questo sport una discreta tradizione ed hanno visto fiorire campioni di livello nazionale ed europeo.

Futsal

Nella città di Pesaro (Provincia di Pesaro e Urbino) ha sede la squadra di futsal mwec4Italservice Pesaro, squadra che milita nella mwec8massima serie Italiana di futsal e che nella stagione 2019-2020 vinse il campionato posizionandosi prima.

Note

cite-note-13. Operativa dal 1970.
cite-note-24. mwedkmwedomwedsMarche, su mwedwit.db-city.com.
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-33. mweeimweemmweeqBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mweeudemo.istat.it, mweeyISTAT.
cite-note-45. mweeomweesIstituto nazionale di statistica, mweewmwee0Codici statistici delle unità amministrative territoriali: comuni, città metropolitane, province e regioni (mwee4mwee8XLS), su mwefaistat.it, 30 giugno 2023. mwefeURL consultato il 23 settembre 2023.
cite-note-56. mwefumwefymwefcI Vescovi delle Marche salutano i turisti (mwefgmwefkDOC), su mwefochiesacattolica.it, mwefsConferenza Episcopale Italiana. mwefwURL consultato l'8 gennaio 2016 mwef0(archiviato dall'mwef4url originale il 6 giugno 2006).
cite-note-ec-europa-eu-67. mwegq(mwegumwegyEN) mwegcmweggRegional GDP per capita ranged from 31% to 626% of the EU average in 2017, su mwegkec.europa.eu.
cite-note-77. mweg0Marche: Ancona, Ascoli Piceno, Macerata, Pesaro-Urbino edito dal Touring club italiano nel 1988 (pagina 16). ISBN 9788836511495.
cite-note-88. Guido Piovene, mwehiViaggio in Italia.
cite-note-99. Sul carattere dei marchigiani si vedano: mwehymwehcAutori vari, mwehgLetture delle Marche, R.A.D.A.R., 1969 (pagina 59) mwehkPaolo Volponi (a cura di) mwehoScrittori di "Attraverso l'Italia," 1930/1972, Touring club italiano, 1984 (pagina 212) mwehsElisée Reclus, Attilio Brunialit, mwehwL'Italia nella natura, nella storia, negli abitanti, nell'arte e nella vita presente, Società editrice libraria, 1904 (pagina 23)
cite-note-1010. Sull'unità e pluralità delle Marche si vedano: mweiamweieAutori vari, mweiiStudi maceratesi, Volume 16, Centro di studi storici maceratesi, 1982 (pagina 13): mweim...non è unità nella uniformità, ma unità nella pluralità; mweiqSergio Anselmi, mweiuLe Marche, Giulio Einaudi, 1987 (pagina 53): mweiy...la sostanziale unità della regione; mweicElisée Reclus, Attilio Brunialit, mweigL'Italia nella natura, nella storia, negli abitanti, nell'arte e nella vita presente, Società editrice libraria, 1904 (pagina 23): mweikAlla varietà del suolo corrisponde grande varietà di abitudini e linguaggio... permane però la nota comune che è il carattere dei marchigiani...
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Bibliografia

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Voci correlate
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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su regione.marche.it.
• citereftreccani-itMarche, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
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• mwfmqNotiziario della Giunta regionale Marche, su giornale.regione.marche.it.